50 sfumature di nero, il film più chiacchierato dell’anno

Cinquanta sfumature di nero

Cinquanta sfumature di nero

Continua la trilogia tratta dai libri di E.L. James. Ora al cinema con il secondo film. Protagonisti ancora Dakota Johnson e Jamie Dornan. La recensione

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Giovedi 16 febbraio 2017

Ci sono alcuni libri, film, canzoni o personaggi di successo che nessuno sembra voler ammettere di aver letto, visto, ascoltato o seguito. Eppure sono sempre lì, negli scaffali più in vista delle librerie, padroni del botteghino nei cinema, tormentoni alla radio o sorridenti in tv o sui giornali, come a ricordarci che non importa quanto facciamo gli intellettuali o gli hipster in pubblico, in privato ci sarà sempre una parte di noi che amerà i divertimenti semplici: il cinepanettone, Britney Spears, i fotoromanzi a puntate e Andiamo a comandare di Rovazzi.

Uno dei casi più esemplari tra i successi pop degli ultimi anni è la trilogia di Cinquanta sfumature, ora al cinema con il secondo film: Cinquanta sfumature di nero. Tratto dal secondo libro della serie di E.L. James, il film ha incassato - solo nei primi quattro giorni dall’uscita nei cinema italiani - la ragguardevole somma di 6.420.000 Euro.

Fifty shades darker, come da titolo originale, è diretto da James Foley, di ritorno da un decennio sabbatico - non girava un film dal 2007 - e interpretato da Dakota Johnson (Anastasia Steele) e Jamie Dornan (Christian Grey).

Il secondo film riprende la storia da dove l’aveva lasciata il primo: Anastasia e Christian sono alle prese con una momentanea separazione che, già dai primi minuti di film, sappiamo destinata a non durare. Bastano infatti poche sequenze, tra cui alcune di palese stalking da parte di lui, per far tornare insieme la coppia più bollente dell’immaginario dei tempi moderni.

Questa volta però Ana non è più l’ingenua e inesperta ragazzina di Cinquanta sfumature di grigio: reduce dalle lezioni private di sadomaso del primo film, ora è una donna vissuta, che sa quello che vuole e sa come ottenerlo. Dal momento in cui lei rimette in discussione il famoso contratto stipulato con il suo compagno, iniziano le acclamate scene erotiche che dovrebbero aver destabilizzato e risvegliato i desideri di milioni di donne nel mondo, ma che per la verità, potrebbero essere scambiate per qualsiasi altra scena di sesso di qualsiasi altro film.

Se la regia del primo film (Sam Taylor-Johnson) aveva almeno avuto il pregio di donare alla storia una svola comica, con gag persino divertenti, quella di James Foley, su esplicita richiesta della produzione, che voleva un film appunto più dark, elimina quasi per intero questa scelta, perdendo così molto dell’effetto smart che aveva reso piacevole Cinquanta sfumature di grigio. Il risultato sono dialoghi scontati e personaggi piatti, anche quando la trama dovrebbe farsi più profonda o più cupa.

Ben lontano dall’essere il film più ardito o innovativo della storia del cinema, Cinquanta sfumature di nero può comunque essere un diversivo in una serata di relax tra amiche, magari quando tutto ciò che si desidera è un po’ di… leggerezza.

Barbara Cosimo

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