Per le puntate precedenti:
Alex e Josef, avventura.it,
Josef tra Genoa e Samp e
Alex, la nullafacente
Josef, ovvero un agente segreto libanese a riposo alle prese con problemi di ordinaria quotidianità. Il mese di maggio porta con sé i primi calori e l'incubo del fatidico cartoncino di partecipazione alle nozze di uno dei tanti parenti o amici. Leggi le precedenti avventure di Josef e di Alex (Alex e Josef, avventura.it, Josef tra Genoa e Samp e Alex, la nullafacente)
Cazzo! Nemmeno quest'anno sono riuscito a passare indenne dalla trappola dei matrimoni. Non come sposo, quattro mogli mi sembrano già sufficenti, ma come invitato, che forse è ancora peggio. Colpa mia che ho una famiglia numerosa e moltissimi amici sparsi per il mondo. In realtà ho anche nemici, ma in buona parte non hanno il problema di sposarsi, dato che riposano serenamente sotto due metri di terra.
Insomma, con il mese di maggio ecco materializzarsi l'invito in formato cartoncino che ti convoca prima in qualche chiesa cattolica, ortodossa o musulmana che sia, e dopo nel più classico dei ristoranti dove già sai che mangerai male, berrai peggio e ti tedierai in modo insopportabile; sempre che non ti capiti la sventura di ritrovarti seduto a fianco di uno zio della sposa, il più logorroico della famiglia, che cercherà di raccontarti tutta la sua vita nello spazio di un pomeriggio: roba da freddarlo con un colpo alla nuca subito dopo gli antipasti.
Immagino che pensiate che avendo quattro mogli dovrei evitare di lamentarmi, ma è giusto che sappiate che ho sposato quattro donne per evitare di avere delle amanti, costano troppo e fanno rischiare la lapidazione, e inoltre nessuno di voi è stato ospite ai miei ricevimenti. Tra l'altro di questo me ne dovreste essere grati, perchè il ruolo d'invitato è stressante ed oneroso, in particolare se l'invito è esteso alle mogli. Si comincia con le loro richieste di nuovi abiti: quelli che l'anno precedente mi sono costati un mucchio di dollari o sono passati di moda, o non s'intonano con la borsa. Si prosegue con una furiosa incazzatura quando, provando il vestito che, per esigenze di bilancio, rindosserei con grande serenità, scopro che negli ultimi mesi sono ingrassato di cinque chili e si termina con un inutile pomeriggio passato dentro il negozio dove i futuri sposi hanno preparato la lista nozze.
È vero che se fosse dipeso da me avrei impiegato cinque minuti per scegliere il regalo, ma le mie donne sono estremamente esigenti, e il fatto che pretendano anche la mia opinione, puntualmente inascoltata, mi fa incazzare ulteriormente.
E va già bene che un briciolo di buon senso mi è rimasto e mi permette di evitare gli addii al celibato da quando, nel 1993, a Singapore dopo una lunga notte alcolica, un collega di Dublino si mise in testa di portare a letto una ragazza neozelandese che, a suo dire, mentre lui ballava, lo guardava con insistenza. Cercai di spiegargli che forse il motivo per cui lei lo guardasse non dipendeva dal suo fascino (era di una bruttezza spaventosa) ma dal fatto che si dimenava in mezzo alla pista come in preda ad una crisi epilettica: non se ne fece ragione e si avventò sulla ragazza che, sfortunatamente, si trovava in compagnia di un gruppo di connazionali: il meno robusto aveva più muscoli di un toro. Per farla breve, dato che non è mia abitudine contare gli avversari, mi ritrovai con la mandibola fratturata a pisciare sangue per quasi un mese. A ciò si aggiunsero due giorni di carcere, mille dollari di multa e un decreto di espulsione immediata. Ma se non fosse stato per l'intervento dell'ambasciatore del Paese per cui lavoravo allora, sarebbe finita molto peggio.
Mi sfogo con voi perchè in casa devo fingere soddisfazione per l'invito ricevuto, o quanto meno non devo manifestare scazzo, perché le mie donne, anche se mediorientali, sono esattamente come le vostre, come la tua, e non vogliono che un marito insensibile e poco attento alle loro piccole esigenze si lamenti, anche perché non c'è assolutamente motivo di lamentarsi. Anzi a pensarci bene spero proprio che mi invitiate anche ai vostri di matrimoni: non solo potrò ingrassare di altri cinque chili in brevissimo tempo, ma eviterò anche di ridurmi all'ozio, che è il padre di tutti i vizi, sdraiato sull'amaca stesa nel patio del mio ristorante.
Josef
(
di Andrea Comparini)
Lunedì prossimo non perdete l'appuntamento con la nuova avventura di Alex!