«Facciamo che io ero Totti e che tu eri Toldo e che io tiravo e che ti facevo gol».
Ovvero lo sport che torna alla passione dei bambini.
Il
Torneo Ravano ERG, organizzato dalla
Sampdoria e quest'anno, alla sua ventesima edizione, offre ancora una volta la possibilità di tornare ad assaporare il fascino delle partite da cortile, quelle giocate senza schemi, fatte di mischie furibonde, di ginocchia sbucciate, di pianti curati con gelati e carezze materne.
Dal 4 maggio sarà in scena, all'esordio al
Palafiumara, il tradizionale trofeo dedicato al calcio dei piccoli voluto da
Paolo Mantovani nel 1985 e che ricorda il presidente della Sampdoria con la coppa che porta il suo nome.
Il Ravano ha in se il potere di riconciliare la voglia di sport con una passione che è linguaggio universale fatto di passaggi, di cross, di rigori realizzati e di urli di gioia strozzati in gola perché il gol non era gol, lo pareva solamente.
Da un lato ci saranno i bambini, con i loro eleganti tiri di punta e con borsoni troppo grandi. Dall'altro genitori travestiti da allenatori e madri che avvisano di non correre, di non farsi male e «mi raccomando: vinci che se perdi è lo stesso».
Molti dei piccoli calciatori e calciatrici giocheranno per la prima volta con palloni di cuoio. Pali e traverse non saranno quelle immaginate in cortile tra un giubbotto e l'altro. Molti sentiranno per la prima volta l'avvolgente calore del pubblico, un'emozione senza prezzo.
La cornice del
Ravano rinnova il fascino del calcio immaginato dai bambini, la festa di sport lontano da scene da
colosseo e commentatori perennemente alla ricerca della nuova polemica.
Tornano a comandare i veri protagonisti: il pallone, un campo di moquette e tanti bambini che giocano a fare i grandi con uno sport che per due settimane prova a riscoprire se stesso.