Siena, Santa Maria della Scala nelle foto di Pacini

Santa Maria della Scala

Santa Maria della Scala © Federico Pacini

Le immagini di una delle più antiche costruzioni senesi. L'edificio prima della sua riqualificazione. Gli scatti raccolti in un libro. Guarda la fotogallery

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Mercoledi 2 marzo 2016

Di seguito un estratto della prefazione scritta da Roberto Maggiori per il libro fotografico Santa Maria della Scala (Editrice Quinlan), che raccoglie gli scatti di Federico Pacini.

Santa Maria della Scala è una della più antiche costruzioni senesi, sita da più di mille anni nel cuore della città. Originariamente un ospedale, è oggi in attesa di una completa riqualificazione (parzialmente già effettuata) che incrementi il polo museale attuale, ampliando lo spazio in cui si celebra e conserva la memoria storica.

Federico Pacini ha fotografato gli interni dell'edificio non ancora ristrutturati in questo periodo di transizione, mentre sono ancora evidenti i segni del passato medievale, così come i recenti usi a cui lo spazio è stato adibito negli ultimi decenni.

Pacini cerca l'identità fuggevole di un luogo in profonda trasformazione, un'identità instabile e mutabile, emblematica nel rappresentare la contemporaneità con i suoi cambiamenti repentini e le stratificazioni di senso che si accumulano velocemente per essere via via rimpiazzate da nuove concezioni, in un incedere sempre più compulsivo che poco concede alla memoria collettiva e al tempo necessario alla sua sedimentazione nella coscienza. Gli spazi rilevati da queste fotografie sembrano proporre coordinate temporali piuttosto che geografiche, luoghi di confine tra la cultura millenaria, il passato prossimo e ciò che potrebbe essere.

Cresciuto in un luogo a forte densità monumentale come Siena e provincia, Pacini posa lo sguardo su ciò che è generalmente trascurato, refrattario alla pervasiva bellezza, talmente abituale e ostentata da diventare vuota retorica. L’autore cerca prospettive lontane dall'ovvia iconografia turistica, dall'immagine/cartolina così inflazionata da disattivare la capacità dello sguardo di elaborare vera conoscenza, di proporre nuove "visioni” e riflessioni che vadano al di là del più stereotipato luogo comune.

Roberto Maggiori

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