La movida del venerdì sera? Non è più in piazza delle Erbe, ma in televisione, su Raidue. Già, perché a guardare
Bulldozer, ieri alle 23.15, sembrava quasi di essere al Le Corbusier, o al Fitzcarraldo, o al Caffè Latino... insomma, fate voi.
Accendi la televisione e ti trovi
Enrique Balbotin che fa le sue lezioni di savoooonese,
Fabrizio Casalino che si propone in veste di cantautore impegnato a capire cosa si deve fare al casello dell'autostrada se ci si accorge che non si ha il biglietto. Poi i
Quellilì che portano la testimonianza dell'oratorio estremista della Valle Luja, i cavalli marci
Michelangelo Pulci che fa la guardia del corpo,
Alessandro Bianchi che cerca di insegnare a tutti il verso del maiale in curva e
Carlo Denei che fa il cantautore masochista. Se ci aggiungi
Dario Vergassola, che proprio genovese non è ma insomma, allora sembra proprio di stare a casa.
Il nuovo programma satirico del secondo canale punta forte sui genovesi, e la scommessa è vincente. Le punte di diamante sono proprio
Enrique e Fabrizio, i nostri osservati speciali. Si esibiscono due volte: Enrique passa dal Centro Ciocchi Savona al compassato karaoke nippo-maccheronico di Minchio Pegasù: tra il pubblico c'è chi piange dalle risate a sentirlo cantare
Volare con tanto di sottotitoli.
Fabrizio si presenta con la chitarra. Prima cantautore serio in mimetica alle prese con le difficoltà della vita (che farebbero Carmen Consoli, Vasco Rossi e Jovanotti se si trovassero senza biglietto al cospetto del casellante?). Poi mitico, inarrivabile
Giginho, musicista brasiliano pieno di
saudagi che sente suonare alla porta e, sulle note di
Che sarà, si rammarica non sia mai la vicina ninfomane del terzo piano "che son tre anni che prego le finisca il burro".
Per noi non sono una sorpresa (anche se vederli in tv fa sempre un certo effetto). Ma siamo un po' preoccupati per i tanti italiani che li hanno scoperti solo ora: folgorati sulla via della comicità made in zena, come avranno fatto a dormire ieri notte? L'appuntamento è per venerdì prossimo, stessa ora stesso canale. Piazza delle Erbe può aspettare.