Una galleria d'arte laboratorio. Luogo d'esposizione ma anche di ricerca e d'incontri. Nel bel mezzo del centro storico, la galleria si trova in Piazza Campetto, viaggia e si ritrova l'arte dei giorni nostri. Sto parlando della
Leonardi V Idea fondata negli anni Ottanta da
Rosa Leonardi, e ora, dopo la sua scomparsa, gestita da suo figlio e da un nutrito gruppo di giovani collaboratori.
Tra questi anche una ragazza alle prime armi con il servizio civile,
Miria Monaldi. Ma ci sono anche
Paola Timossi e
Lorenzo Biggi che mi raccontano la loro esperienza, e sette o otto altre persone. Uno spazio che è anche
associazione culturale e, come tale, ha intenti e modalità diverse da quelle di una semplice galleria, per esempio ci sono dei soci, un comitato direttivo, e l'obiettivo non è quello di vendere, ma prima di tutto dare la possibilità ai giovani artisti di esporre, sperimentare, fare ricerca. Insomma, c'è dietro un forte investimento culturale che poco ha a che fare con le logiche del mercato.
Ma cosa succede dentro questo mondo di quadri installazioni e documenti? «Il lavoro principale che sto portando avanti è quello di catalogare e archiviare i documenti video e cartacei in possesso della galleria», mi risponde
Miria, «il fatto che sia una pioniera del servizio civile femminile non è una scelta ideologica, è semplicemente l'unico modo, per ora, di guadagnare qualcosa lavorando qui».
E già, i finanziamenti scarseggiano ma la preziosa documentazione no. La Leonardi, infatti, ha un patrimonio di documenti e opere a disposizione di tutti, basta fare la
tessera arci e il mondo Leonardi sarà a vostra disposizione. Se vi tesserate potrete avere agevolazioni per affittare gli spazi e avrete libero accesso al materiale conservato, più di cinquecento video e tantissimo cartaceo.
Per il 2004 i ragazzi sono già pronti, i progetti sono stati presentati e ora si attendono le risposte. «Prima di tutto abbiamo chiesto la possibilità di completare il lavoro per creare una vera e propria videoteca», mi risponde
Paola, «poi, abbiamo presentato un progetto di studio per indagare l'influenza della galleria
Polena fondata negli anni Sessanta sempre da Rosa insieme a
Edoardo Manzoni, sull'arte genovese e non». E continua, «ma abbiamo presentato anche un progetto di ricerca sui
rifiuti e l'
ecologia dell'oggetto. Inoltre per il 2004 la nostra intenzione è anche quella di organizzare un incontro come quello avvenuto a dicembre a Villa Croce
Arte al futuro: azzardare una definizione in cui sono intervenuti artisti come
Sergio Capone ,
Simonetta Fadda,
Filippo Falaguasta,
Fred Forest,
Hanne Loise Thomsen. Ma anche critici come
Mabuela Gandini,
Angela Medesanie e
Sandro Ricaldone. Un incontro che possa mettere a confronto artisti, critici, galleristi, collezionisti e pubblico per un momento capace di produrre cultura».
Insomma, i ragazzi hanno energia di vendere e tante idee per rendere Genova un po' più al centro dell'arte. Ma la situazione genovese com'è? «C'è un certo fermento», mi risponde
Lorenzo, «ma l'impressione è che tutto sia scollegato. Le gallerie lavorano poco insieme; gli artisti percorrono la propria strada in solitaria».
Ma non si perde tempo con le lamentele da queste parti e subito si arriva al prossimo appuntamento. «Per fine marzo stiamo preparando due giornate di approfondimento sul tema del corpo nell'arte», mi spiega Miria, «in quell'occasione interverrà
Paolo Posa di Studio Azzurro che spiegherà come ha affrontato questo tema nel suo lavoro, e poi proietteremo, nel corso di una giornata, tutti video della galleria sulla body art da
Schwarzkoglerpassando per
Gina Pane fino ad arrivare a
Bill Viola. E ci sarà anche un momento più prettamente didattico che si svolgerà in Accademia».
Ora come ora è in corso la mostra
Cinemuseo, video enviroment di
Enzo Minarelli fino al 1 febbraio. Non resta che fare un salto da quelle parti per scoprire di cosa si tratta.