Ernest, Bruce, il capitano Max e Guidoscantamburlofanclub (detto il maratoneta). Tenete a mente questi nomi. Sono i quattro impavidi avventurieri che ci terranno compagnia nei prossimi giorni raccontandoci le vicende del loro viaggio alla volta della Terra del Fuoco.
Cominciamo oggi la pubblicazione del diario di bordo che quotidianamente riceveremo da una compiacente e brillantissima Voce Narrante.
Buona lettura.
14.1.2003Alle 7.30 ore locali (11.30 da voi), i nostri eroi sono sbarcati all'aereoporto internazionale di Buenos Ayres (notizia Ansa tutta da verificare!).
Fa caldo, molto caldo, e dopo un viaggio di ben 14 ore stranamente la stanchezza non la fa da padrona. Il servizio della Aerolinas Argentina non è certo paragonabile a quello della Singapore Airlines, ma certamente non è peggiore di quello offerto dalla nostra amata Alitalia. I nostri piccoli esploratori che si credono dei Marco Polo contemporanei, hanno poco da vantarsi visto che sul loro volo, con destinazione Patagonia, c'erano anche un gruppo di baldi giovanotti che sembravano usciti da un reparto geriatrico, ma così ormai va il mondo, e se veramente si vuole fare qualche cosa di alternativo le destinazioni di Montoggio e Torriglia sono sicuramente più indicate.
Lo Scanta, o se preferite il maratoneta, ha subito smarrito l'orologio senza nemmeno la soddisfazione di farselo scippare ad un semaforo, mentre Ernest, che è perennemente a dieta, si è catapultato nel primo locale che avesse una minima somiglianza con un bar e, per amor di patria non mi soffermerò sull'ordinazione.
L'impatto con Buenos Ayres è stato molto positivo: la città ha poco di sudamericano e molto di europeo, nel senso che non ti opprime con un traffico caotico e non ti schiaccia sotto una cappa di smog. Inoltre è pulita, ordinata, e piena di verde. Ci sarebbe poi da aprire una parentesi sulle argentine, che non fanno torto alla fama che le accompagna, ma... non vi si può mica raccontare proprio tutto.
Tra poche ore prenderemo l'aereo per la Terra del Fuoco e lì, comincerà il vero viaggio.
la Voce Narrante15.1.2003Finalmente dopo trenta lunghissime ore di viaggio siamo arrivati ad Ushuaia, ultimo avamposto del mondo. Il viaggio da Buenos Ayres è stato veramente pesante, vuoi per la stanchezza, vuoi perché un nutritissimo gruppo di adolescenti in vacanza con la scuola ha fatto di tutto per
rendere il tragitto veramente ostico. A un certo punto il capitano Max ha sclerato e abbiamo anche pensato che passasse alle vie di fatto, del
resto per chi vive in un contesto di disciplina militare tutti gli atti di insubordinazione sono da punirsi. Fortunatamente i giovani hanno capito e l'incidente è rientrato.
Piove e non fa caldo, anche se i dieci gradi di qui sono preferibili alla temperatura lasciata a Genova, ma quello che ci preme trasmettere è l'emozione di sentirsi nell'ultimo avamposto prima della grande distesa antartica. Senza indugiare troppo con la retorica possiamo dirvi che il paesaggio, caraterizzato da colori freddi e pungenti, è molto simile, per chi ci fosse stato, a quello del grande nord europeo oltre il circolo polare
artico, anche se solo tra poche ore, e dopo un meritato riposo, ne potremo prendere piena conoscenza.
Max, Ernest, Scanta, Bruce
16.1.2003Se arrivare a Ushuaia non è stato facile, andersene si sta rilevando molto più complicato. Stamane, alla buon ora, in modo baldanzoso, gli esploratori si sono presentati in agenzia per prenotare il pulman per Punta Arenas e hanno scoperto che fino a domenica da qui non se ne potranno andare (in aereo), a meno che non vogliano provarci a nuoto.
Benedetti figlioli, ma quante volte ve lo si deve dire che il mondo non funziona tutto come in via Montenapoleone a Milano? Non potete pensare che nella Terra del Fuoco la frequenza delle partenze sia la stessa dei treni per Pegli. Il pulman per Punta Arenas è giornaliero, peccato che fino al 22 non ci sia un solo posto disponibile, peccato anche che non si trovi nessun altro mezzo, ma ringraziate la buona sorte che ci sia un charter domenica, e soprattutto che abbia ancora quattro posti disponibili. Devo aggiungere che i ragazzi hanno incassato il colpo in modo composto, a parte una piccola ringhiata del capitano Max che da buon militare patisce ogni intoppo e istintivamente desidererebbe sganciare un bel po di napalm. "Ma quali bombe intelligenti" ama ripetere "con la benzina si risolve tutto!"
Ad ogni buon conto sono certo che questa sosta si rivelerà molto salutare dando loro modo di rallentare un po', e cazzo se ne hanno bisogno. Inoltre non crediate che stiano troppo con le mani in mano: hanno già organizzato una tre giorni di gite in catamarano, visite alle pinguinere, trekking sui laghi. Insomma, bloccati va bene, ma con ampia possibilità di movimento.
la Voce Narrante
CONTINUA...