A sentire Panorama se li sono combattuti a suon di milioni, con rilanci, mazzette e colpi bassi. Enrique Balbontin e Fabrizio Casalino, i due "astri nascenti del cabaret", commentano con una smorfia, «belìn, neanche fossimo al calciomercato. Che poi non è mica vero, siete voi giornalisti che non capite mai un c...». Perfetto, cominciamo bene.
L'occasione per rincontrare queste due enormi facce di tolla, nonché vecchi amici di mentelocale.it, che si stanno in questo momento abbuffando a mie spese con triplo cappuccino e quintupla spremuta di arancia, è che ben presto li troveremo alla tivvù. Capito bene. I due ragazzi esordiscono, nientemeno che su Mamma Rai, sul nuovo programma satirico della seconda rete, Bulldozer. Che è un bel salto per due avvocati (essì) col pallino della comicità: chi se li ricorda alla Madeleine - Enrique con il suo tavolino da giapponese, Fabrizio che partiva dalla redazione con la chitarrona alle spalle - e li ha seguiti alla radio, con E allora no?!? non potrà che essere contento.
Allora, Enrique e Fabrizio, se la smetteste di sbafare a mie spese e cominciaste a raccontare qualcosa? Enraz: «Dunque, intanto, diamo l'appuntamento: il sette febbraio, verso le undici di sera, su Raidue. La trasmissione si chiama Bulldozer e sarà presentata da Vergassola, la Panicucci e David Riondino» Fabbbbri: «è una specie di Su la testa, ad ogni modo ben diverso da Zelig. Vorrebbero farne un novello Quelli che la notte».
Che personaggi presenterete? E: «Fabri farà Giginho, io il giapponese e le lezioni di savOOnese in coppia con Vergassola. In più Fabrizio sta pensando a un nuovo personaggio» F: «Sì, una specie di cantautore critico... insomma, vedremo, per ora è ancora tutto in divenire».
Ad ogni modo, come al solito bisogna emigrare... E: «A Genova siamo molto affezionati. Abbiamo anche fatto un pacco di roba, spettacoli, un intero anno di Fufu, la radio. Milano però è un'altra cosa... A Milano lavoriamo con un gruppo magnifico, tutti ragazzi che sfonderanno ben presto, come Chiodaroli - un grande comico, fra l'altro anche lui su Bulldozer - o Bove e Limardi» F: «Vedi, a Milano c'è "il" cabaret. È una forma di comicità a cui tengono molto e che coltivano. La gente si siede al tavolo, beve e tu sali sul palco. Spendono anche del grano, ad esempio il locale dove recitiamo il lunedì e martedì, il , costa abbastanza». E: «Noi genovesi non siamo dei cabarettisti in senso stretto, veniamo tutti dalla Madeleine, anzi, questo ci tengo a riconoscerlo, però...» F: «...a Milano è diverso. Viene a vederti la gente che conta, hai visibilità».
Genova sforna una quantità di comici. Come ve lo spiegate? E: «Non solo comici... cosa mi dici della musica? Poi ci sono tanti pittori, poeti, scultori. Per me è una città viva, è vero semmai che poi se ne vanno. Ad ogni modo, la comicità è dentro di noi, pensa al savonese: quelle che proponiamo sono espressioni popolari». F: «Quella del genovese, e del ligure, è una comicità sulfurea, aggressiva, caustica...» E: «E anche cinica e macabra, c'è un po' di tutto. E poi è una città di "personaggi". Pensa al commerciante, al portuale. Vai in Sottoripa, da Luccarda, e ti fai una dose di buonumore». F: «A Bulldozer ci sono anche altri genovesi. C'è , una parte dei e anche e dei Cavalli, che genovesi lo sono di adozione».
So che siete due divoratori di libri. Un consiglio? E + F (in coro): «La guida intergalattica per autostoppisti di Douglas Adams». E: «io aggiungo anche di Vilar, introvabile ma splendido».
Siete pronti a sfidare la platea televisiva italiana? F: «Lascia perdere, quando penso all'Auditel...» E: «Sai che sono in grado di dirti se la gente cambia canale minuto per minuto? Se non fai ridere lo scopri subito...» F: «Comunque per almeno dieci puntate ci dovranno sopportare!»
L'ultimo desiderio prima del plotone? E: «Un appello. Cerchiamo un appartamento a Milano, se qualcuno ce lo può affittare contatti mentelocale!»
Bé non resta che dare l'appuntamento ai vostri fans... E: «Raga, ci vediamo il 7 febbraio su Raidue!!». F: «Belìn, è un venerdì sera... Ci guarderanno giusto i panettieri. A meno che non mettiamo un mega-schermo in piazza De Ferrari...».