«La Rete va usata virtuosamente per sbloccare l'empasse del network culturale italiano». Giuseppe Genna anticipa la posizione che terrà nel corso del dibattito La letteratura al tempo di Internet che si terrà lunedì 11 novembre, ore 18, a mentelocale lounge nell'ambito degli eventi legati a Fuori Pagina, il convegno su letteratura e poesia organizzato dalla Fondazione Carige. Genna, che interverrà assieme a Laura Guglielmi, giornalista e responsabile di www.mentelocale.it, e a Matteo Codignola, responsabile di , è direttore della sezione Società delle menti del portale .
«È ormai dimostrato da anni che il consumo di internet va a discapito della televisione, e stimola la lettura. Ad avere paura della Rete sono gli editori, e lo so perché ho lavorato alla costruzione di . Cavalcano il web perché lo temono».
In che modo internet può aiutare la letteratura e il sapere umanistico?
«La Rete offre la possibilità di creare delle comunità di scrittori e di lettori, di partecipare a una discussione attivamente. Grazie alla Rete si può operare un procedimento di osmosi tra la letteratura e la realtà. L'intellighenzia della comunità letteraria si è chiusa in una torre d'avorio, internet permette di porre fine al disagio generazionale di scrittori che a quarant'anni ancora non riescono ad emergere, che sono eternamente "giovani" perché non trovano spazio».
Qual è l'innovazione maggiore che l'avvento di internet ha portato nel mondo letterario?
«Sicuramente l'elemento più innovativo è stata la perdita della freddezza altostilistica alla Calvino. Questo non significa che non ci sia qualità, basti pensare ad operazioni come Adelphiana. Però la Rete offre una piattaforma maggiore per interagire. Al momento mi aspetto molto da Carmilla, la versione on-line di una rivista di horror e fantasy di Valerio Evangelisti. Sul web allargherà il suo raggio d'azione all'intero arco della letteratura. E si allarga anche l'utenza, con una enorme comunità di lettori-scrittori che interagiscono e scrivono contributi».
Internet cambierà anche il modo di scrivere?
«Non penso: cambierà la sovrastruttura, non la scrittura. Il web non entra potentemente a incidere sul piano stilistico. E comunque la letteratura non morirà mai».