Dopo la serata di pérformance musicali, artistiche e poetiche, chi avesse voglia di scrivere un ricordo di
Maria Teresa lo può fare
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È nato tutto un po' per caso, una telefonata con Carla Costa e l'ingranaggio è partito. Sono ancora tanti in città quelli che ricordano
Maria Teresa Torti con affetto e così non è stato difficile trovare chi si occupasse di organizzare una festa per ricordarla tutti assieme.
Ci mancano le sue telefonate improvvise per invitarti ad una cena o ad una serata fuori. Sapeva cucinare ed era felice di sfamare gli amici con ricette straordinarie. Tutto cibo di prima qualità che curava stando attaccata ai fornelli tutto il pomeriggio.
Maria Teresa era una docente universitaria che sapeva stare vicino agli studenti, li seguiva, li confortava, li aiutava a barcamenarsi in un'istituzione a volte ostile: i problemi dell'accademia italiana sono visibili a tutti e le strutture spesso non sono a misura di studente. Incontrare un professore come lei è una fortuna rara.
Sapeva promuovere i giovani musicisti, artisti e poeti: per questo vogliamo ricordarla in un modo informale, con una festa, con musica, video e performance. A lei sarebbe piaciuto così.
Maria Teresa non c'è più, ma ci rimangono centinaia di saggi e articoli usciti soprattutto sul Secolo XIX. E poi l'
Officina dei sogni, il primo libro che ha censito tutti i giovani artisti, scrittori, attori, musicisti genovesi della mia generazione, uscito per i tipi della Costa&Nolan nel 1994. E anche
Abitare la notte, una ricerca che l'aveva portata a girare per tante discoteche, a parlare con centinaia di giovani e addetti ai lavori. Anche per questo le abbiamo dedicato "genov@giovane" (Fratelli Frilli editori), il libro a cura di mentelocale.it, uscito la scorsa primavera.
Ciao Maria Teresa, se fossi alla festa ti divertiresti, ne sono sicura.
laura guglielmi
Ho incontrato per la prima volta Maria Teresa Torti nel 1993, durante
una cena dopo un incontro pubblico sulla tolda della Nave Italia
all'Expò semi vuoto e ancora privo di una nuova identità. Avevamo
davanti quell'assurdo galeone dei pirati del film di Polanski. Conoscevo
già Maria Teresa di nome, e lei conosceva me, ma quando ci siamo
presentati rimase stupita che avessi solo 29 anni. Mi immaginava
un artista maturo. Molto divertiti, ragionammo insieme su questa
percezione distorta e ne attribuimmo la causa anche a Genova: "città
sempre più vecchia e più piccola" - disse Maria Teresa. Nacque
un'amicizia profonda, radicata sull'essere entrambi nello stesso tempo
degli insider e degli outsider. Posizione scomoda ma vitale, che
permette di vedere le cose secondo una prospettiva molteplice, dislocata
e creativa.
Così era Maria Teresa, pronta ad attraversare discipline e
saperi diversi, e a filtrare la cultura nella complessità
dell'esistenza di ognuno. Impresa difficile, rara, che ha un prezzo
molto elevato, a volte anche insopportabile.
Grazie Maria Teresa.
cesare viel
Su Maria Teresa è difficile (credo per tutti ), esprimere sensazioni che rimandano, almeno nel mio caso, ad un rapporto che nato come relazione professionale, si é trasformato in autentica (e sentita amicizia). Che dire? Che se non ci fosse stato 'Abitare la Notte' nessuno parlerebbe in Italia di 'Club Culture'... che il suo entusiasmo nel voler essere 'dentro' gli eventi la rendeva adorabile a dj's accademici, frequentatori di club... che le sue parole, si trattasse di un intervento ad un convegno o di una chiaccherata in un bar, erano sempre fonte di inarrivabile seduzione. Che il 'vuoto' si sente ed é (lo so, sfocio nella retorica) incolmabile.
pierfrancesco pacoda