Come ti riduco la Superba in brandelli. Quella che a tutta prima potrebbe sembrare una minaccia di orde vandaliche, se riferita a
Mimmo Rotella, suona come una promessa d'arte. E diventa un
Omaggio a Genova. Così l'artista ha intitolato l'opera che
mercoledì 18 settembre donerà alla città nel corso di una cerimonia che avrà luogo
alle 18.30 a Palazzo Ducale. Nel corso della cerimonia il Sindaco Pericu consegnerà a Rotella il
Grifo d'oro, massima onorificenza della città di Genova, assegnato recentemente ai premi Nobel
José Saramago e
Nadine Gordimer.
L'
Omaggio a Genova (destinato a diventare uno dei pezzi più pregiati della collezione del Museo di Villa Croce, che
ospita una personale dell'artista fino al 22 settembre) è stato realizzato secondo l'ormai consueta tecnica del
décollage, sperimentata per la prima volta da Rotella all'inizio degli anni '60. Si tratta di cinque manifesti d'archivio che hanno attinenza con la storia genovese incollati l'uno sull'altro. Una volta incollati i manifesti, Rotella ha proceduto a strapparli con un movimento circolare, servendosi di un taglierino e di un attrezzo da giardino. L'effetto è quello dei manifesti sbrindellati per la strada, dove emergono via via gli strati sottostanti, le memorie di un passato recente consumato alla velocità della comunicazione pubblicitaria.
Così sotto un manifesto del Teatro di Genova ammicca la storica mostra sull'opera di Van Dyck e il Festival Internazionale del Balletto di Nervi del 1992. Qua e là emergono poi simboli della città, la Lanterna, il Bigo, la scritta Palazzo Ducale, un accenno alla data del 2004. Il risultato è un omaggio non retorico alla città, alla sua storia, alla complessità stratificata che emerge, balena dagli strappi in una contemporaneità senza cesure spazio-temporali tra passato e presente.