E' stata la giornata del ritmo, del tambureggiare allegro dei
neuroni e del sincopato battito del cuore.
Sarebbe bello sapere da fonti certe che le giornate del GoaBoa
hanno un tema: credo che più o meno "inconsciamente" gli
organizzatori abbiano stilato il programma delle esibizioni
secondo un certo fil rouge!
Ecco perchè parlo di una giornata dedicata all'adrenalina più sana
capace di entrare in circolo dopo un solo accordo di
bassochitarrabatteria. Tutti gli artisti presenti in scaletta avevano in
comune una chiara propensione alla promozione del ballo, in
qualsivoglia forma!
E' quello che ho potuto constatare fin dal mio concitato arrivo a
Ponte Parodi, grazie ai genovesi
The Dynamics, ultima scoperta,
nonchè produzione, del riccioluto singer delle Voci Atroci. Una
formazione funky accattivante e coinvolgente, soprattutto per il
sapiente uso della sezione ritmica. La voce del cantante, persa tra
ammiccamenti al repertorio acid jazz e veri e propri miagolii,
conferisce una nota di colore in più ai già vivaci pezzi. Bravi
guaglioni, capaci di animare la piccola folla assiepata sul piazzale
senza che questa conoscesse un solo loro brano: sono bastati
pochi accordi di basso per risvegliare gli animi.
Ecco arrivare
Tricarico: porta con se due retine di plastica in cui
sono contenute alcune palline di gomma. Si riveleranno essere
piccoli omaggi per il pubblico, feticista come non mai: coppiette in
lite per accaparrarsi una delle palline autografate, da non credersi.
Il milanese un po' naif sfodera i singoli che ce lo hanno fatto
conoscere, e tutti si ritrovano a canticchiare "Io sono Francesco",
inveendo- forse ricordando trascorsi poco felici sui banchi di
scuola- contro la maestra insensibile della canzone.
Tricarico ha
gli occhi azzurri, una voce profondissima e un sorriso che non ti
aspetteresti mai così aperto e tranquillo, dopo aver visto i suoi
videoclip nei quali ha sempre un'espressione imbronciata. Le sue
doti vocali non sono eccezionali, ma i testi delle sue canzoni,
semplici, un po' surreali, fatti di colori, di emozioni genuine, di
stelle, di pesche, di baci e di carezze, di tanti tanti soli (come nei
disegni dei bambini, dove sono immancabili gli uccellini a forma
di "v" e le casette col tetto a punta, avete presente?) sono
decisamente carine, supportate da una buona sezione musicale.
Tra i membri della sua crew ho visto aggirarsi il batterista degli
Snaporaz: chi di voi li ricorda al concerto tenutosi all'Acquasola un
anno fa, alzi il mouse!
...Continua...