Una buona notizia: torna Passaggi. Tra fine maggio e inizio giugno sarà nuovamente in libreria la rivista letteraria (una letteratura da intendersi in senso lato) genovese. L'ultimo numero, Pornografia, risale al 1999, ed era stato stampato dall'editrice Zona. «Un grande numero» ricorda Marcello Danovaro, uno degli animatori della rivista. «Avevamo ricevuto molti consensi, alla Feltrinelli di via XX avevamo venduto più di MicroMega, uno degli interventi era stato ripreso nella pagina centrale di cultura di Repubblica». Segno che Passaggi aveva colto nel segno. «Ci è stata riconosciuta da più parti la capacità di individuare temi forti, saper selezionare gli interventi e articolarli all'interno del numero in modo da creare un percorso dialettico. Quello in cui siamo sempre stati insufficienti è stato l'aspetto del management».
Una pecca che adesso è stata risolta. La rivista verrà pubblicata dall'editore De Ferrari e avrà cadenza semestrale. Il prossimo numero sarà dedicato alle "visioni", e vede la partecipazione di Schwartz, Sanguineti, Canevacci, Moresco, Scarpa, Ottonieri...
Ma la rivista è solo uno dei progetti portati avanti dall'omonima associazione a cui fa capo. L'associazione culturale Passaggi, costituita nel 1996 da Massimo Pastorelli, Cristiano Ghirlanda, Erminio Risso e Paolo Argeri, organizza a Genova, dal 1999, la Biennale Europea delle Riviste Culturali. «La prima edizione è stata un exploit clamoroso», racconta Danovaro, «ha avuto grande rilievo sulla stampa e ha ottenuto il sostegno della Comunità Europea. Sostegno che è venuto a mancare, per problemi organizzativi, nell'edizione del 2001». Un'edizione (svoltasi dal 4 al 16 luglio) improntata alla discussione dei temi evocati dall'imminente G8. Dagli interventi dei relatori nasce oggi un libro pubblicato da , Globalizzazione e nuovi conflitti. 34 visioni di un mondo possibile. I nomi sono di assoluto rilievo: si va da Rigoberta Menchù a Noam Chomsky, da Nyoorgah Mudrooroo a Jeremy Brecher, da Enrico Baj a Mario Botta. Il libro testimonia la bontà dell'iniziativa, «eppure Genova ha difficoltà a sostenerla. Una Biennale di riviste culturali è sicuramente di settore. Ma in Europa sono censite 20000 riviste: ciò significa che ce ne sono almeno 40000». L'idea alla base della Biennale è quella di confrontare e mettere in rete i segnali captati dalle varie riviste sparse per l'Europa, di creare un orizzonte culturale comune, «ma partendo dal basso, dagli umori e dalle spinte locali».