Massimiliano Morettini, presidente dell'arci Liguria, è tornato a Genova da poche ore, dopo essere stato a Tel Aviv. Missione fallita. La delegazione con cui si era messo in viaggio da Roma verso Israele aveva un compito: mediare con le autorità israeliane, cercare un modo per tirare fuori da Ramallah i pacifisti di
Action for Peace che stanno difendendo dai cecchini i pochi rifornimenti che arrivano, che presidiano un ospedale in cui manca anche l'acqua. Presenze attive in nome della pace.
Morettini vuole raccontare quello che ha vissuto ieri notte, quello che è successo a lui e a chi era con lui. «Siamo arrivati a Tel Aviv alle due di notte. Insieme a me c'erano alcuni volontari, dei parlamentari, tra cui
Roberta Pinotti, e
Luciana Castellina,
Giovanni De Rose presidente dell'arci di Bologna,
Claudio Sabattini segretario generale della Fiom e altre persone, in tutto una dozzina. Appena scesi all'aeroporto, i parlamentari sono passati, agli altri sono stati requisiti i passaporti e controllati i bagagli. Dopo la perquisizione, ci hanno portato in una saletta dove abbiamo atteso per quattro ore. Nessuno ci diceva niente, ma a un certo punto ci hanno attaccato alla valigia un'etichetta con su scritto Malpensa. Il nostro biglietto di ritorno».
Alla delegazione che chiede spiegazioni viene mostrato il decreto di espulsione immediata, e non serve il tentativo di intercessione da parte del consolato italiano, il cui rappresentante viene sbattuto fuori dall'aeroporto. Quella che è seguita è stata un'azione di forza contro chi si è opposto a un'espulsione che non aveva motivo d'essere. «Sicuramente un atteggiamento che manifesta la debolezza dello Stato israeliano in questo momento. Hanno paura di chiunque possa testimoniare quanto sta accadendo», continua
Morettini. «Ci hanno strattonato, sbattuto per terra, percosso senza motivo: i nostri documenti erano in regola, così come i nostri bagagli».
Poco prima di Morettini un'altra delegazione italiana ha raggiunto la Palestina, quella in cui c'era
Francesco Martone, senatore dei verdi ,
Vittorio Agnoletto del Consiglio internazionale del Forum sociale mondiale,
Claudio Fava dei Ds e
Luca Marcora, vicepresidente del gruppo della Margherita. Insieme ai parlamentari è partito anche un gruppo di "disobbedienti". Anche per molti di loro non c'è stato nulla da fare, solo otto parlamentari sono riusciti ad arrivare a Gerusalemme. Gli espulsi sono arrivati in Italia nel tardo pomeriggio.
La situazione in Palestina è sempre più drammatica, l'approvvigionamento è difficoltoso, c'è poca acqua. Se prima di quest'ultima ondata di terrore, più del cinquanta per cento della popolazione viveva al di sotto della soglia di povertà, oggi la situazione è peggiorata, insostenibile. «Bisogna sollecitare il mondo della politica e delle istituzioni, per far sì che il Governo dia seguito alle risoluzioni dell'Onu sulla questione israeliano-palestinese. Bisogna pretendere la presenza degli osservatori internazionali, occorre poter sostituire i pacifisti in una staffetta che non sia all'ultimo sangue».
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