«Per anni ho inseguito il sogno di fare uno spettacolo sui fumetti di Andrea Pazienza, anche se ho sempre pensato fosse una sfida già persa in partenza. Ma nonostante le perplessità, alla fine, la voglia di provarci è stata più forte».
Inizia così il raccontare di Antonio Tancredi della compagnia Le ZeRBe, regista e interprete di Nel segno di Paz insieme a Milena Fois, Antonio Carletti e Alberto Rizzi. Spettacolo sull'opera del fumettista Andrea Pazienza che andrà in scena al giovedì 28 e venerdì 29 marzo alle 21. Anche il teatro, quindi, ha il suo Pazienza: studiato e amato per anni, adesso è pronto per il palcoscenico.
«Quello che mi ha colpito di più in Pazienza è la sua capacità di sorprendere, di mutare segno, di passare dal quotidiano al surreale senza imbarazzo, di fregarsene di convenzioni e regole», continua Tancredi, «e poi la sofferenza che esprimono le sue tavole mi disarma. Nei suoi appunti parla di una storia ancora tutta da scrivere, Fino all'estremo. È il racconto di un uomo che soffre per amore e anche per un "generale depauperamento delle motivazioni a resistere, a vivere". È la sofferenza di chi vuol andare fino in fondo, che non si accontenta di una vita "vuoto a rendere"».
Segni capaci di mutare senza sosta, irriducibili a un genere; un vortice di immaginazione espressa senza regole, senza compromessi, senza schemi narrativi rispettosi dei filoni del bene e del male.
«L'arte di Pazienza è visionaria, capace di anticipare la realtà. In Penthotal, album disegnato dall'autore ventunenne, fa dire al generale Custer: "forse non dovremmo neppure combatterli... forse"», continua Tancredi. «Alla luce dei fatti di Genova, ma anche guardando indietro, verso quegli anni Settanta in cui tanta eroina ha decimato una generazione che sognava un altro mondo possibile, queste parole suonano "stranamente" attuali. Forse, non si dovrà neppure combatterli, basta creare dei modelli falsamente alternativi con cui affermare il culto dell'individuo» .
Nel Segno di Paz, fumetti con attori a portata di mano, parole rapite dai balloon e messe in scena. È uno spettacolo collettivo in cui sia interpreti che tecnici escono da ruoli predeterminati e immobili, per arrivare tutti insieme alla realizzazione del progetto.
«Nel Segno di Paz è un meccanismo che ti investe senza darti tregua, è un ring con intervalli ridotti al minimo, una sfida continua, una corsa che porta ad una pagina ancora da scrivere».
(Nella foto in alto: Andrea Pazienza; nell'immagine in basso un disegno del fumettista)