mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Spettacoli

Superba Settanta

 
Viaggio tra i protagonisti del rock genovese di qualche anno fa. Cominciamo con Antonino Thomas Donato, tecnico del suono e memoria storica
 
   

     
25 marzo 2002
Stampa Invia amico
 
   
Mixer
Antonino Donato, per gli amici Thomas, classe 1947. Professione? No, di più: Passione: Bassista. Non solo. Negli anni Settanta fu (anche) tecnico del suono. Ma questa è soltanto la punta dell'iceberg perché Thomas visse direttamente quegli anni di fermento musicale.

In quegli anni ricordi quali erano i locali in cui si suonava maggiormente?
«Più che i locali mi ricordo le salette: sotto Piazza della Vittoria c'erano un sacco di cantine, mi pare che si entrasse proprio dai palazzi. Lì ho incontrato Nico Di Palo, Giorgio Usai e Vittorio de Scalzi, poi i Jet (Bimbo Marrale, Aldo Stellita e Piero Cassano, futuri Matia Bazar), nel '70 c'ero anch'io con i Five Apples Pies. Pensa che dove c'è il Teatro della Tosse, allora c'erano degli spazi per suonare. Non mi pare proprio esistessero dei locali, piuttosto si organizzavano festival. Più tardi, nel '75, iniziai a frequentare le sale di Sturla e lì sentii i Matia Bazar provare "Cavallo bianco"».

Quando hai cominciato a suonare?
«Era il '65 e mi chiamarono in un gruppo, gli H4, che suonava alla Piovra, un locale di via Vesuvio dove adesso credo ci sia un deposito di mobili. Mi proposero di sostituire il secondo chitarrista che doveva partire per il militare. Facevamo cover di gruppi beat (Equipe 84, Kinks, eccetera) e qualche brano di chitarra solista degli Shadows (tipo "Apache"). Con questa band ebbi pure l'opportunità di suonare sulle navi da crociera: praticamente ci siamo pagati il viaggio suonando. Nel '67 toccò a me partire per il militare e, addirittura, mi feci spedire la chitarra elettrica per posta! Nel '68 con un gruppo di amici formo una band, i Five Apples Pies appunto, nella quale, un anno più tardi, militarono anche due canadesi, conosciuti nei "sotterranei" di Piazza della Vittoria... sparirono appena gli scadde il permesso di soggiorno. Nel 1972, quando lavoravo da Gaggero, conobbi gli Osage Tribe».

Cioè lo storico gruppo genovese che vide al basso Bob Callero e alla chitarra Marco Zoccheddu. Come è andata?
«Mi contattò Marco Zoccheddu, era venuto a sapere delle mie conoscenze tecniche, e mi propose di affiancare un altro tecnico per la tournée promozionale del loro LP "Arrow Head"»

Una tournée? Intendi una vera e propria tournée degli anni Settanta, i festival pop... Cavoli, mi puoi raccontare qualche aneddoto?
«Certo. A Rimini potei assistere ad un concerto dei Genesis. Era il '72, non erano ancora famosissimi ma comunque inavvicinabili. Mi ricordo ancora le casse Lesley di Tony Banks.
Poi a Gualdo, in provincia di Macerata, facemmo un concerto con le Orme e in quell'occasione modificai una testata di un amplificatore Lombardi. Il costruttore era presente e mi fece persino i complimenti. Invece a Perugia, per un altro Festival Pop, penso nel '72, c'erano anche i New Trolls: in un ristorante Vittorio De Scalzi improvvisò un pezzo jazz con il sassofono.
Fantastico l'incontro con Peter Hammill dei Van Der Graaf Generator, sulla strada verso Roma per il raduno di Villa Pamphili del ‘73. Solo dopo un bel tratto di strada sullo stesso furgoncino mi resi conto che era lui!»

Tu lavorasti da Gaggero, in Piazza Cinque Lampade, vero e proprio punto di ritrovo per le band genovesi. Ricordi qualche cliente "particolare"?
«Ho un bel ricordo di Fabrizio De Andrè, però passavano un po' tutti: dai New Trolls a Ivano Fossati, quando era nei Delirium, ai tempi di "Jesahel". Dietro al negozio c'erano le sale prova quindi il via vai era parecchio. Io però ero un tecnico: ho riparato gli amplificatori e le tastiere di Giorgio Usai, ho schermato le chitarre di Bambi Fossati... cose di questo tipo. Comunque, devo dire che la gente famosa, in fin dei conti, è normale, per niente altezzosa...»

Qual è l'esperienza musicale che ti ha emozionato di più?
«Era il 1988 e mi trovavo al Polo Sud di Sturla. Ad un certo punto sul palco salirono due musicisti di colore. Avevano bisogno di un bassista e io ero lì... non ricordo cosa eseguimmo ma, alla fine, qualcuno mi disse che avevo suonato con Mino Cinelu (Weather Report) e Kenny Kirkland, della band di Sting (il giorno dopo ci sarebbe stato il concerto in Piazzale Kennedy)».

E oggi, Thomas cosa combina? Ha perso il vizio di suonare?
«No, perdere il vizio mai! Sono il bassista dei Box Studio, con cui faccio soprattutto cover di gruppi come i Toto, i Grandfunk, ma anche Matia Bazar, Anna Oxa, Eurhythmics... Ci divertiamo, senza pretese virtuosistiche».

In città ci sono molte band giovanili. Cosa consiglieresti ai ragazzi che oggi iniziano a suonare?
«Innanzitutto porsi un obiettivo riguardo la musica da suonare e poi studiare tanto. Bisogna perseverare di fronte alle tante delusioni che si possono incontrare».


Riccardo Storti
 
 
 
 
 
Cosa ne pensi della scena musicale di Genova?
VOTA

 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti


mentelocale Cosa ne pensi della scena musicale di Genova?

mentelocale
mentelocale
Vivissima! mentelocale 11.5% mentelocale
mentelocale
C'č fermento... mentelocale 19.5% mentelocale
mentelocale
Statica, poche novitą mentelocale 14.1% mentelocale
mentelocale
Moribonda mentelocale 8.8% mentelocale
mentelocale
Sepolta mentelocale 46.1% mentelocale
mentelocale
Totale votanti: 1293
mentelocale
   
   
 




 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie etą
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License