mentelocale Ultimo aggiornamento Giovedě 24 maggio - 22.34
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Archivio

tifo2

 
x
 
   

     
20 marzo 2002
Stampa Invia amico
 
   
tifo
Nell'ambito genovese bisogna fare un distinguo tra le due tifoserie. Per motivi storici o per chissà cos'altro, i tifosi di Genoa e Samp vivono in maniera diversa le vicende, pur abbastanza simili, delle proprie squadre.
Da sempre il tifoso genoano si arroga il titolo di proprietario della squadra. In questi ultimi anni sia sui giornali che nei talk show televisivi la frase più ricorrente è: "Il Genoa è di noi tifosi, senza di noi chissà che fine farebbe".
Questo atteggiamento di amore totale può essere nello stesso tempo di aiuto e di danno. È superfluo far notare che l'apporto del pubblico, il rendere il proprio stadio temuto ai calciatori avversari, dia un aiuto sensibile. Frase fatta ricorrente: "Il pubblico è il dodicesimo calciatore in campo". È chiaro che chi dà molto, pretende molto. Non necessariamente in termini di risultato, ma almeno nell'impegno. Basta perciò che agli occhi del pubblico l'impegno non sia totale (sottolineo agli occhi del pubblico) e il rapporto di fiducia tra la squadra (nel senso più ampio, cioè dirigenza, tecnici e calciatori) ed il pubblico inizia ad incrinarsi. Con le distorsioni che provoca la massa, il problema si amplifica fino a livelli pericolosi. Aggiungiamo anche che il tifoso genoano paga e soffre di una mancata supremazia cittadina di almeno vent'anni ed ecco che la situazione della tifoseria diventa veramente esplosiva.

Mi permetto di esprimere la mia opinione, sotto forma di consiglio. Nel calcio la squadra appartiene a tutti quelli che, sotto varie forme, la sostengono, ma è di proprietà solo di chi si espone in maniera economica. E tutti sanno le difficoltà di operare nel calcio attuale senza avere alle spalle aziende capaci "di far sparire" in maniera indolore gli indebitamenti provocati dalle spese pazze del calcio. Quindi, se non vi è enorme disponibilità economica è inutile pensare di poter investire in grande. Dovendo agire di ripiego non sempre è possibile azzeccare tutte le mosse. Bisogna che questo sia ben chiaro prima di pretendere follie e criticare pesantemente chi si impegna a fare il meglio con le sue possibilità.

Per quanto riguarda la Samp, il tifoso doriano è sempre apparso un poco più distaccato. Non credo sia per un amore meno forte per i propri colori ma solo un modo diverso di manifestarlo. Questo lo si evince dal fatto che le ultime vicissitudini della società siano state vissute con apparente indifferenza o almeno con assenza di manifestazioni plateali. Forse è un fatto di tradizioni meno radicate, essendo la società più giovane, o forse un certo appagamento perché in fondo negli ultimi vent'anni qualche soddisfazione il tifoso blucerchiato se l'è tolta. E bisogna dire che nei momenti buoni (ho già detto che è più facile) ed anche nei momenti del bisogno, la partecipazione della tifoseria è stata a livello assoluto, all'altezza dei grandi squadroni italiani ed europei.

L'unica cosa che deve aver chiaro il tifoso della Samp è che i tempi d'oro di Paolo Mantovani sono ora definitivamente irripetibili. Il calcio e la società in generale sono profondamente cambiati e trovare mecenati, oggi, equivale ad un vero miracolo. Bisogna che la società trovi un suo equilibrio (la logica dimensione sarebbe da centro classifica di serie A) e che i tifosi entrino in questa mentalità. Vivere con il ricordo del glorioso passato è bellissimo finché non diventa l'unico metro a cui paragonare le proprie ambizioni.

Alberto Iannola
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  Vasco Rossi: «Torno tra sei mesi sei»  
  883, vent'anni dopo di nuovo insieme?  
  Di Caprio dannato nel 'Grande Gatsby'  
  «Everybody dies», pure il Dr House  
  21 .12.2012. La fine è l'inizio. Per l'arte  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Pino Daniele  
Pino Daniele
Genova, Teatro Carlo Felice
lunedě 28 maggio 2012
28,50 €
 
mentelocale
 
Cavalleria Rusticana/Che fine ha fatto la piccola Irene
Genova, Teatro Carlo Felice
18 mag. - 31 mag.
da 0,42€
mentelocale
mentelocale
L'Adalgisa
Milano, Teatro Out Off
10 mag. - 03 giu.
da 19,50€
mentelocale
mentelocale
Assaggi di stagione
Roma, Teatro de' Servi
06 giu. - 07 giu.
da 5,00€
mentelocale
mentelocale
Generali a merenda
Genova, Sala Govi
26 mag. - 10 giu.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License