L'approccio dei giovani al calcio a mio avviso è molto cambiato. In tutti i sensi.
Soltanto una ventina di anni fa il calcio era sostanzialmente l'unico sport praticato dai ragazzi. Erano molto rari quelli che non se ne interessavano o come praticanti o come tifosi. La semplicità del calcio (basta una palla e uno spiazzo) lo rendeva l'unico sport veramente di massa.
Le cose negli ultimi anni sono molto cambiate. Molti altri sport si sono imposti all'attenzione della gente "rubando" interesse al calcio. Valga per tutti l'esempio della pallavolo che, grazie ai numerosi successi in campo internazionale e allo sviluppo nell'ambito scolastico, è diventato sport seguitissimo e molto praticato. Oggi che a scuola sono proposte, oltre agli sport, anche le più svariate attività, una volta riservate solo ad una certa élite, vi è da parte dei giovani un certo calo di interesse verso il calcio. È innegabile. Forse anche la troppa offerta di partite in televisione ha fatto sì che la gente si stufi. Io mi ricordo benissimo, a distanza di molti anni, dell'attesa spasmodica per una partita: una finale di Coppa dei Campioni, per vedere i colpi di genio del Fuoriclasse. Già da giorni ero in attesa dell'evento, se ne parlava a scuola con i compagni. Oggi basta accendere la TV qualsiasi giorno della settimana e si ha anticipo, posticipo, Coppa Italia, Champions League, Nazionale, senza periodi di tregua. È troppo, la gente è satura. A maggior ragione di questo, si sente il calo d'interesse in una città dove le squadre sono in un momento, peraltro abbastanza durevole e di cui ancora oggi non si intravede la fine, non proprio esaltante.
Sicuramente il momento migliore per giudicare la qualità di una tifoseria, è quando la squadra va male. È troppo facile per tutti sostenere una squadra vincente, inneggiare calorosamente quando si va la domenica allo stadio a "ritirare" la vittoria. E ovviamente assumersi una parte del merito giustificandolo con l'apporto incondizionato: "Abbiamo vinto, siamo forti!"
Ai tempi della Samp scudettata, era tutto un fiorire inesauribile di giovani tifosi.
Al contrario, se le cose sul campo di calcio non vanno troppo bene, il mestiere del tifoso diventa difficile. Purtroppo negli ultimi anni a Genova il barometro calcistico segna il brutto stabile. Le squadre vivono in una triste Serie B, pur ogni tanto ravvivata da momenti di speranza ed illusione.
Alberto Iannola
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