Strozzi, Grechetto e Cambiaso tornano a respirare l'aria di casa. Si è aperta infatti al pubblico questa mattina l'attesa mostra Grande pittura genovese dall'Ermitage, allestita negli spazi degli appartamenti del Doge, a Palazzo Ducale: seconda puntata del trittico di scambi culturali fra Genova e San Pietroburgo, dopo la chiacchieratissima esposizione su Kandinsky, Vrubel' e Jawlensky.
La mostra, curata da Svetlana Vsevolojskaya e Irina Grigorieva (rispettivamente responsabili della Sezione Pittura Italiana e Sezione disegni Italiani del museo russo), coadiuvate dal nostro Piero Boccardo, curatore di Palazzo Rosso, intende ricostruire la storia dei rapporti fra Genova e la corte di San Pietroburgo nel corso del Settecento, sulla scorta di quanto già fatto nella precedente "puntata". Ma più che le figure di Caterina II o Pietro il Grande, sotto i riflettori ci finiscono i quadri, veri e propri protagonisti della mostra, nonostante lo sforzo di ricostruire l'ambiente di corte profuso nella prima sala. Con la sala successiva, infatti, cominciano i dipinti e ci si dimentica ben presto degli zar di tutte le Russie.
L' ospita una delle più cospicue collezioni d'arte genovese esistenti al di fuori d'Italia, circa una trentina di opere. Di queste, due terzi sono esposte al Ducale.
La mostra è di dimensioni perfette, una ventina di dipinti e altrettanti disegni, la quantità giusta per potersela gustare con calma senza uscire esausti. Fra l'altro il criterio espositivo di stampo scientifico è premiante: le opere sono raggruppate per autore, mettendo a confronto dipinti provenienti da San Pietroburgo con quelli delle civiche collezioni genovesi, a volte addirittura con lo stesso soggetto.
Le tele appartengono principalmente al Seicento, a parte un micro-prologo con Cambiaso e un bell'epilogo settecentesco con Magnasco e sono tutte mediamente di livello molto alto, pur senza capolavori famosi: fra tutti, i nuclei di Valerio Castello, Assereto e Langetti. A completare il percorso espositivo troviamo la quarta sala, dedicata ai disegni, con alcuni notevoli fogli (Magnasco, Cambiaso, Grechetto). Dulcis in fundo, un'intera saletta dedicata al Salone del Sole di Palazzo Campanella, una delle meraviglie di Genova, pubblicata persino sull'Encyclopédie di Diderot e sfortunatamente distrutta durante l'ultima guerra. L'Ermitage possiede infatti il bozzetto di Charles De Wailly, l'architetto-decoratore che disegnò il perduto salone: un'occasione per fare un tuffo nella Genova che non c'è più.
In chiusura, una nota di merito per l'allestimento, di Franco Melis, che non ruba la scena ai dipinti e riesce nell'impresa di integrare le opere con gli ambienti del palazzo. Insomma, una mostra da vedere, interessante. Non è l'evento massmediatico per il "grande pubblico", piuttosto un'occasione preziosa per chi di barocco genovese mastica già qualcosina.
Grande pittura genovese dall'Ermitage - da Luca Cambiaso a Magnasco
Palazzo Ducale - appartamenti del Doge
010 5574000 palazzoducale@palazzod... www.palazzoducale.geno... Orari d'apertura: 9.00-21.00. Chiuso il lunedì;
Responsabile: Svetlana Vsvolojskaya, Irina Grigorieva, Piero Boccardo;
Note: Intero € 6,50; Ridotto € 5,50. Previsti biglietti cumulativi con Acquario e altre mostre. Audioguida € 3. Catalogo Mazzotta € 25 (prezzo mostra)