Siamo agli ultimi giorni del progetto Genov@giovane. Anche "Lavorare", grazie alle vostre testimonianze, è quasi completo. Avete partecipato in tanti e ve ne siamo grati. Ci vediamo a maggio in libreria.
Si tiene tutti gli anni a novembre. Si rivolge a giovani e giovanissimi ed è un momento di incontro. Nato nel
1991 come salone dello studente Formula sta diventando s4empre più un punto di riferimento per chi vuole informazioni sui diversi modi di accedere al mondo del lavoro. Gli stand dislocati negli spazi dei
Magazzini del Cotone, al Porto Antico, sono organizzati su due piani e divisi tra facoltà universitarie e aziende. Si può sapere di più sul lavoro interinale, sulle aziende di telecomunicazione, e sulle nuove tecnologie.
Sono rappresentate tutte le undici facoltà dell'Ateneo genovese, e molte sono le ospitalità. Ogni stand fornisce informazioni sulle possibilità di formazione all'estero, oppure sul modo migliore di scrivere e presentare il proprio curriculum. La sezione più interessante è quella dedicata alle iniziative, dove vengono fornite una serie di proposte con un approccio dinamico ed efficace.
Come il test di orientamento, distribuito nelle scuole e disponibile su internet (
www.unige.it), che dà suggerimenti di massima per la scelta della facoltà o della professione. A Formula si possono incontrare i protagonisti del mondo del lavoro, (avvocati, magistrati, giornalisti, politici, uomini d'azienda, e delle forze dell'ordine, etc.), in un faccia a faccia che permette di confrontarsi su dubbi e interrogativi. Poi si può anche usufruire delle simulazioni di colloqui di lavoro; di seminari gestiti dalle aziende dove si spiega ai ragazzi i tipi di professionalità più richiesti, o come funziona un'azienda.
Ma come vivono i giovani questa manifestazione? Per capirlo abbiamo rintracciato due ragazze, che hanno collaborato alla parte organizzativa,
Paola Ascheri e
Federica Aicardi.
Paola, ventisettenne e dottoranda in Filologia greca, è stata tutor di ateneo, ovvero ha aiutato i ragazzi a compilare i test di orientamento. «Con il test i ragazzi arrivavano più fiduciosi e sicuri nel scegliere la facoltà. In molti lo richiedono». Paola ha le idee molto chiare e la sua carriera universitaria l'assorbe completamente «È un lavoro che ti porta via l'anima. Non escludo un giorno di cambiare mestiere. Si lavora tantissimo, ma almeno non si timbra il cartellino». Dal tuo punto di vista, com'è Formula? «È molto ricco. Sempre più organizzato.» Ma tu ci andresti? «Io avevo già le idee chiare. Mi è sempre piaciuto il lavoro di ricerca. Lo faccio per amore». Diresti che manca qualcosa? «Alcuni ragazzi erano un po' delusi in particolare per l'orientamento alla formazione artistica e musicale». Cosa sono le "bussole"? «Ragazzi in divisa, punto di riferimento per i visitatori. Fanno anche accoglienza alle scuole».
Federica, laureata in giurisprudenza con una tesi di comunicazione politica, si trova perfettamente a suo agio «Se sopravvivi a Formula è fatta. L'organizzazione è davvero complessa: vanno gestiti i rapporti con le scuole della Liguria e del basso Piemonte, coordinare le università e le facoltà non solo genovesi». Dal tuo punto di vista serve questo salone? «Sì, peccato che non c'era ancora quando io dovevo fare le mie scelte. I test sono molto utili. Certo chi ha le idee confuse, non risolve molto. Però, magari attraverso il test scopri che è il disegno il tuo interesse e con formula ti spiegano che non c'è un'unica via, architettura, ma anche l'Accademia di Belle Arti. Tanti non lo sanno». Negli stand di università e aziende i giovani partecipano per dare informazioni? «Quelli dell'università sono gestiti al 70% dagli studenti. Per le aziende la cosa è più varia. L'Amiu per esempio (ndr nel 2001) era gestita da giovani che davano anche informazioni sulla facoltà da frequentare rispetto alle esigenze professionali dell'azienda».
Per maggiori informazioi visita il sito di
Formula
Info 010 2099686 - Servizio orientamento e mobilità dell'Università degli Studi di Genova