Leggo con un certo disappunto e molta amarezza, da appassionata di arte e da cittadina, che la vicenda del falso Vrubel' esposto a
Palazzo Ducale, ha trovato uno sbocco giudiziario.
Il curatore della mostra
Franco Ragazzi ha dichiarato di essere proprietario del quadro in questione ed è stato indagato in base all'articolo 127 che "...tutela le opere d'arte e punisce chi accredita o concorre ad accreditare come vera un'opera di cui conosceva la falsità...".
E oggi, 12 febbraio, ha rassegnato le dimissioni da direttore artistico di Palazzo Ducale.
Voglio credere che Franco Ragazzi sia in buona fede e che non sapesse veramente che il quadro fosse un falso anche se sarà la magistratura a stabilirlo. Ma il mio pensiero corre immediatamente al 2004 anno che dovrebbe essere per Genova l'ultimo treno per entrare nel circuito delle città d'arte e credo fermamente che questa brutta vicenda si possa ripercuotere negativamente sull'immagine futura della città.
Contesto con forza le dichiarazioni, lette sui giornali, del Professor
Vittorio Sgarbi, che sostiene non vi sia danno di immagine per Genova, ma che subito si contraddice suggerendo di cambiare i soliti personaggi che da anni sono gli unici che possono occuparsi di cultura a Genova.
Eh sì, perché esistono degli intoccabili, considerati sul territorio genovese dei grandi esperti, ma forse non così conosciuti nel resto d'Italia.
Mi viene quindi da pensare che gli enti preposti all'organizzazione di eventi importanti in città scelgano spesso persone della loro cerchia, che da anni non portano novità nella cultura cittadina, che sono profumatamente pagati e che costringono i visitatori a vedere spesso delle mostre un po' improvvisate ed incomplete. Per fortuna non tutte e ammetto che, come ha ricordato il sindaco Giuseppe Pericu in seguito alle dimissioni di Ragazzi, abbiamo anche potuto ammirare mostre di qualità.
In seguito a questa vicenda mi piacerebbe che tutti gli addetti ai lavori si fermassero a riflettere, che finiscano i nepotismi e che possano lavorare giovani che hanno studiato e sudato per acquisire la loro professionalità, nell'arte come nella comunicazione, che finalmente si pensi veramente a promuovere Genova ed il suo patrimonio in tutto il mondo, con correttezza, professionalità, ed entusiasmo.
Forse la mia è un'utopia ma voglio credere che questo mio sogno si avveri e che mai più si debba assistere a così penose e tristi vicende, in una città che merita di più.
Per ritornare al falso Vrubel' lasciamo lavorare la Magistratura e poi potremo permetterci di giudicare.
Silvia Venturino