Undici poeti raccolti in una antologia. Che è già una notizia, in un mercato editoriale terribilmente asfittico per quel che riguarda i versi. Diremmo anche nuovi poeti, se non fosse che tutti hanno una già vasta produzione alle spalle e da tempo coltivano il vizio della poesia.
Perché di vizio si tratta, o meglio, di peccato. Basta sfogliare le pagine dell'introduzione di
Giuseppe Conte (nella foto durante un
reading a Palazzo Ducale), per capire come questi autori si pongano "contro". Contro un'idea di poeta borghese che ha attraversato il '900, contro una concezione neoavanguardistica della letteratura, che va dal Gruppo 63 al Gruppo 93. Conte parla di "undici dispositivi di canto e di follia, che finalmente riportano tra noi l'immagine del poeta come essere colto, sobillatore, impudente, maledetto, generoso, pazzo, sognatore, profeta". Sono Argonauti, appunto, cavalieri in cerca di un'idea mitica di poesia. Una poesia da vivere come pratica quotidiana di ricerca di nuovi confini, miraggi, sogni.
Sono eretici, gli
Eretici della poesia per il XXI secolo. È importante questo sottotitolo, non tanto (o non solo) per la facile fascinazione legata al peccato, all'eresia, quanto per l'urgenza di poesia che sottintende. Una "poesia per il XXI secolo" è necessaria, ci spiega Conte. Una poesia che sia atto eroico, come la intende la curatrice del volume,
Gabriella Galzio.
E allora ben venga questa nave de
Gli Argonauti, comandata da una donna, col suo equipaggio di miraggi epici e lirici, sognanti e terribilmente concreti. Ben vengano
Danilo Bramati e
Tiziana Cera Rosco,
Riccardo Emmolo e
Lamberto Garzia,
Massimo Maggiari e
Maurizio Marangoni,
Luigi Olivetti e
Lorenzo Scandroglio,
Laura Stortoni-Hager e
Angelo Tonelli col loro ostinato comporre versi contro ogni logica e regola. Contro, appunto.
Gli Argonauti - Eretici della poesia per il XXI secoloEdizioni Archivi del '900
€ 11.36