Mercoledì 16 gennaio, @ mentelocale café, presentazione del romanzo
Io no, di
Lorenzo Licalzi. L'autore, introdotto da Laura Guglielmi, si intratterrà con il pubblico a partire dalle ore 18.
Io no è una session blues a quattro voci. È un romanzo, certo, ma lo svolgimento degli avvenimenti, il dipanarsi della trama sono affidati all'alternarsi dei racconti dei quattro protagonisti. Questo cambio di prospettiva continuo, con un
io narrante che non è mai lo stesso, conferisce al libro un ritmo sincopato avvolgente. Si procede per
crescendo dirompenti e improvvisi
pianissimo, con quattro strumenti solisti che improvvisano sulla stessa partitura.
Licalzi, all'esordio, mostra grande maestria nell'incastrare i singoli frammenti, lavorando di cesello per creare delle situazioni che tengono il lettore in sospeso e lo costringono a continuare nella lettura. Non sono ammesse soste. Eppure non si tratta di un
noir o di un romanzo d'avventure, è bene precisarlo.
Io no è piuttosto un
roman de queste, un romanzo di ricerca. È la storia di un uomo alla ricerca di se stesso, dell'amore, del senso della vita. Una storia che si dipana nell'arco di oltre vent'anni e tre continenti, tra Milano, New York e la Somalia. Ma è soprattutto una storia fatta di parole, di uomini e donne che si mettono in gioco in prima persona, che raccontano e si raccontano. Il registro passa dal tragico all'ironico, dal comico al passionale. Licalzi è nato a Genova e vive a Pieve Ligure, ed è uno psicologo. Una persona, cioè, abituata ad ascoltare, e si vede. Perché solo una persona capace di ascoltare avrebbe potuto scrivere questo libro in forma di confessione, con personaggi che prendono corpo dall'essere uno vicino all'altro. Perché senza una delle quattro voci la struttura non si reggerebbe e i protagonisti cesserebbero di esistere.
Lorenzo Licalzi
Io no
Fazi Editore, pagg 156, Euro 8,26.