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Una Regina @ mentelocale

 
Il suo primo incontro con il Cannone di Paganini. Le sue emozioni. Un anticipo sulla serata di stasera, 30 dicembre, al Carlo Felice
 
   

     
29 dicembre 2001
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mentelocale di
Laura
Santini
   
Regina Carter suona il violino di Paganini
con Regina Carter Quintet
Regina Carter, violino
Werner "Vana" Gierig, piano
Chris Lightcap, basso
Alvester Gernett, batteria
Mayra Casales, percussioni
Prima mondiale al Teatro Carlo Felice di Genova
domenica 30 dicembre 2001, h. 21.30
In diretta su Rai Radiotre
Organizzazione Teatro del suono
L'incasso del concerto sarà devoluto in beneficenza a favore di September 11th Fund e di Médécins sans Frontières

«Suonare nella vostra città questa sera il violino di Paganini mi emoziona profondamente»
Queste le parole in italiano che la musicista newyorkese dirà domani sera prima del concerto.

Regina Carter arriva a mentelocale per incontrare i giornalisti.
Reduce dal suo incontro con il violino, dice "è stata la volta in cui ho potuto parlare con Paganini più da vicino".
Ad accompagnarla Werner Vana Gierig, pianista e suo amico, Anna Castellano, Nicola Costa e Andrea Liberovici.
"Abbiamo pianto", racconta Liberovici parlando del momento in cui Regina ha cominciato a suonare il Cannone. "Prima open strings", dice Regina, ossia ha provato la cordatura, poi ha messo in moto lo strumento con musiche popolari africane.
Anna Castellano spiega che l'aver invitato Regina ha un doppio significato. Il primo è legato alla necessità di veder usato uno strumento tanto prezioso, l'altra ha più a che fare con l'attualità. Regina infatti è di New York e dopo la caduta delle Torri e la guerra, "speriamo che lei porti da quella città un messaggio musicale e dunque diverso, in un momento tanto difficile".
Il prezioso strumento, forgiato da Giuseppe Guarneri detto Del Gesù nel 1742, ha, secondo Regina, "un suono cupo e caldo. È uno strumento che non si può forzare. È lui che ti dice come essere suonato".
"All'inizio ero molto nervosa", spiega la violinista, "mi sentivo come se stessi andando in chiesa a sposarmi con qualcuno che non conoscevo. Poi una volta che ho cominciato a suonare, mi sono persa nel violino".
Quando qualcuno le chiede se suonare questo violino era un suo sogno Regina racconta di come già una volta le avevano proposto di suonare il Cannone, che in quel momento era in visita a New York, proposta che non portò ad alcuna conclusione. "I set limitations", mi pongo dei limiti, ammette con candore spiegando che prima ancora che le giungesse la prima proposta era qualcosa di cui non si sognava neppure. "Now that it is happening I cannot even grasp that it is happening" (ora che sta succedendo non riesco neppure a coglierlo). "I've read a lot about this instrument" (ho letto molto sullo strumento), continua la musicista, "but to play it... It does have a personality" (ma suonarlo è molto diverso. Ha una sua personalità).
Dopo che Liberovici le ha proposto di suonarlo, si sono susseguiti una serie di intensi scambi formali tra Regina e l'Italia e, quando le è arrivato l'ennesimo modulo in cui doveva indicare cosa avrebbe suonato, Regina dice che aveva perso ogni speranza.

Oggi un sogno mai sognato è diventato realtà di fronte al liutaio che si prende cura dello strumento caro all'improvvisatore per eccellenza, Nicolò Paganini. Forse lui oggi dall'alto sorride.

Leggi anche l'intervista ad Andrea Liberovici

Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale, 4
Info 010 5574215
Prezzi dalle 50.000 alle 20.000
L'incasso del concerto sarà devoluto in beneficenza a favore di
September 11th Fund e di Médécins sans Frontières
 
 
 
 
 
 
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