Eletto senatore lo scorso maggio, membro del gruppo Verdi, è il più giovane politico che abbia mai messo piede nel Senato della Repubblica.
Francesco Martone, votato nel collegio ligure, quarant'anni compiuti il 10 maggio 2001, ed eletto il 13 dello stesso mese, ci racconta le sue prime festività da baby senatore.
Subito gli chiedo chi, in Senato, gli ha fatto il
regalo più bello e chi gli ha rifilato il "pacco" dell'anno. «Non ci siamo scambiati pacchetti di nessun genere», mi risponde sconsolato, «abbiamo ricevuto tutti l'ennesimo, inutile, cellulare». Ci sarà stata almeno una
festa, insisto. Ma anche l'ipotesi festino salta, «insieme ai miei colleghi dei Verdi ho festeggiato con una cena. In Senato ci siamo solo scambiati gli auguri».
E allora domando al giovane senatore
cosa vorrebbe donare all'Italia e scopro...«Mi piacerebbe dare agli italiani un Governo diverso, che non si perda in continue schermaglie... E vorrei anche che la la politica mettesse al centro il cittadino, primo attore della vita politica del paese».
Deciso e delicato insieme, Martone risponde anche quando gli domando se i movimenti
no-global rispondono a questo augurio, «Certamente il movimento internazionale che pone l'attenzione sulle problematiche legate alla globalizzazione neo-liberista, si inserisce in quest'ottica di partecipazione politica attiva. Tra l'altro si tratta di tematiche sempre più prese in considerazione dai vari governi. Noi italiani, per esempio, saremo presenti al prossimo incontro di
Porto Alegre per tradurre a livello istituzionale le richieste del popolo no-global: ci sarò anch'io».
E l'
inizio d'anno come si prospetta? «Lo passerò con mia moglie. Mi sono sposato quest'anno e per me questa notte di San Silvestro sarà veramente molto speciale. Di sicuro non ce ne staremo chiusi in casa, scenderemo nelle strade di Roma a festeggiare l'anno nuovo insieme alla gente».
Ma tornando all'ambiente di Palazzo, chiedo a Martone di raccontarmi qualche aneddoto legato alla sua
tenera età, «Beh, le gaffe sono molte, comunque la più frequente è quella di essere scambiato per un fornitore, e di non poter entrare a Palazzo. Sarà per il mio look un po' eccentrico, jeans-giacca-cravatta, a trarre in inganno».
Come si sta in Senato a quarant'anni? «Cerco di ovviare al mio stato di giovane matricola occupandomi di temi di cui, magari, chi ha un'età diversa dalla mia, non riesce ad occuparsi. Mi occupo di
diritti umani e dei problemi legati alla
globalizzazione. La politica di Palazzo insieme al suo linguaggio, mi è ancora piuttosto estranea, ed è un vantaggio, perché mi permette di lavorare in maniera diversa.
Alla fine domando all'onorevole
cosa vorrebbe regalare alla Liguria, la terra che lo ha eletto, «Prima di tutto uno sviluppo che rispetti la natura, penso per esempio al problema dello smaltimento dei rifiuti e alle recenti vicende dell'inceneritore di Lumarzo. Inoltre è importante che in un percorso di promozione della Regione si metta al centro la cultura, per trasformare luoghi ricchi di storia e bellezza in patrimonio dell'umanità. Poi mi piacerebbe che chi agisce in politica o nel sociale abbia la possibilità di rafforzare le proprie convinzioni. E mi sta a cuore, anche per motivi personali, l'integrazione degli immigrati, a cui auguro di poter tornare un giorno nel proprio paese con condizioni politiche e sociali diverse, migliori».
(Nella foto in alto Francesco Martone)
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