Hai voglia di intrufolarti tra le pieghe della comunicazione multimediale?
Vuoi darti al video-clip?
Vuoi cimentarti nella scenografia teatrale ed extra-teatrale?
Forse non lo sai ma a Genova esiste il
Master in Architettura per lo spettacolo. Per il secondo anno consecutivo la Facoltà di Architettura di Genova porta avanti questa iniziativa unica in Italia, nata l'anno scorso e accolta con grande entusiasmo a livello internazionale.
Gli insegnamenti si articolano tra informazioni e lezioni teoriche e sopralluoghi ed incontri operativi soprattutto nelle officine teatrali. Le esperienze sul campo, quindi, occupanno una parte importante nel programma del master, e vedono coinvolte le maggiori realtà e personalità artistiche presenti in città. Oltre alla partecipazione attiva del
Teatro dell'Archivolto, del
Teatro della Tosse e del
Teatro di Genova, in cui gli studenti potranno sperimentare le proprie capacità operando sul campo, altre realtà come
Studio Azzurro e
Blow up ospiteranno i corsisti. Inoltre sono coinvolti nel progetto realtà quali l'Accademia Ligustica di belle Arti, il Centro della Creatività - Comune di Genova - il Museo dell'Attore e la Facoltà di Lettere.
«Se s'intende valutare oggettivamente il contesto culturale genovese, risulta evidente l'importanza che ricopre il teatro in questa città», interviene
Eugenio Buonaccorsi, docente di Storia del Teatro all'Università di Lettere, «Il Master s'inserisce perfettamente, quindi, in una città in cui il teatro sta muovendosi parecchio. Si sente il bisogno di formare figure professionali pronte ad affrontare i nuovi paesaggi culturali e spettacolari legati alle nuove tecnologie e ad una nuova concezione di evento spettacolare».
Ed è anche una questione di spazi quella che si vuole affrontare durante il percorso formativo. Luoghi dello spettacolo per abbattere le barriere tradizionali e per invadere altre forme, altri campi, in cui il progetto d'architettura per lo spettacolo diventi fondamentale nella rappresentazione. Sentiero di esplorazione artistica che si pone all'interno del tracciato scenografico sperimentato dopo Appia, dal regista-architetto americano
Bob Wilson.
Durante l'anno, inoltre, sono previsti interventi di
personaggi del mondo dello spettacolo di altissima professionalità, tra cui possiamo ricordare la presenza di
Josef Svoboda,
Luca Ronconi,
Enrico Grezzi,
Arnaldo Bagnasco,
Guido Fiorato,
Giorgio Gallione e
Marco Sciaccaluga.
Per quanto riguarda l'inserimento di tematiche legate all'arte contemporanea,
Paolo Minetti annuncia la presenza di personalità quali
Gillo Dorfles, con una conferenza sullo spazio dell'arte verso la teatralità;
Cesare Viel, artista genovese che proporrà un incontro sull'arte, la nazione, lo spettacolo e l'identità; l'architetto
Botta che racconterà la sua attuale esperienza di ristrutturazione del Teatro della Scala di Milano e molti altri ospiti.
Il corso, che in questa seconda edizione si propone con più percorsi di esperienze seminariali e di stages, prevede un programma di
400 ore in cui tra gli
insegnamenti ci sono: storia dell'architettura, storia dell'arte contemporanea, scenografia, illuminotecnica/acustica, filosofia del linguaggio, cinema e fotografia, estetica,allestimento, costumi/decorazione e installazione.
Le lezioni iniziano a gennaio e si concludono a metà luglio, per iscriversi occorre essere ai laureati in Architettura o diplomati dell'Accademia Ligustica. Inoltre occorre partecipare alla selezione che avrà luogo a dicembre.
(nella foto in alto una scenografia di Svoboda mentre nell'immagine in basso un lavoro di Wilson)