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Tutti uniti per La cittą dei teatri

 
Odone, Lorenzelli e Calabrese propongono la coppia teatro-impresa. Per un connubio dinamico e produttivo fra economia e cultura
 
   

     
15 settembre 2001
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mentelocale di
Laura
Santini
   
Seduti intorno ad un tavolo ovale nella prestigiosa Sala Dorata di Palazzo Carrega-Cataldi, sede della Camera di Commercio di Genova, cultura ed economia hanno annunciato un connubio. Nelle vesti del padrone di casa, Paolo Odone ha sottolineato l'intesa fattiva raggiunta con la Fondazione Carige, nella figura di Vincenzo Lorenzelli, Presidente, definito da Odone "l'uomo del sì". Acceso entusiasmo, ma anche ponderata partecipazione al progetto "Laicizzazione delle muse", per cambiare una città troppo pragmatica. Palazzo della Borsa è il luogo fisico su cui Fondazione e Camera di Commercio basano la loro collaborazione, «un collettore,» ha indicato Odone, «da riempire con spunti innovativi».

Lorenzelli, accollandosi il ruolo di moderatore, ha aggiunto: «nostro compito è arginare il mare di idee del Presidente Odone, che spazia in molti ambiti. Devo comunque ringraziarlo perché con lui abbiamo trovato un punto di incontro, che risolve lo iato che divideva cultura e impresa». Alla base del progetto "Laicizzazione delle muse", spiega Lorenzelli, «c'è il desiderio di festeggiare degnamente i dieci anni della Fondazione, ma anche le nuove linee guida da poco intraprese, che ne fanno un soggetto propositore di iniziative. A questo si aggiungeva la scadenza per il 2004, che portava con se la necessità di recuperare la tradizione, coinvolgere le persone, e fare di Genova una vera città della cultura». Qualcosa di più del semplice rito celebrativo: parola chiave "coinvolgimento". Lorenzelli conclude osservando che «c'è stato il tempo delle contrapposizioni ideologiche, oggi viviamo l'epoca dello scontro tra le culture delle civiltà, non lasciamo dunque che anche economia e cultura vivano un conflitto».

Omar Calabrese, coordinatore scientifico del convegno, spiega il lato innovativo dell'iniziativa che si compone di due momenti: uno di riflessione e uno spettacolare, con l'apertura stagionale delle ribalte genovesi, dominata da debutti di produzioni interne. «Ogni tradizione sopravvive se sa capire l'epoca in cui vive». Bando alle "false nostalgie" sostiene Calabrese, che espone poi brevemente i due grandi argomenti delle tre giornate di incontri: il primo, come viene influenzato il teatro da altri ambienti; il secondo, se e come il teatro sia capace di fornire modelli.
«Si tratta di un convegno bastardo», ha detto concludendo Calabrese, «e, proprio per questa sua mescolanza delle appartenenze, è più difficile da organizzare. Ma se non rinunciamo a pensare, può darsi che anche "tu" sia pertinente al suo interno». Un messaggio che è anche un coinvolgente invito a partecipare e a misurarsi criticamente con le riflessioni in programma.

Dopo gli addetti ai lavori della parte convegnistica, sono intervenuti i direttori dei teatri e delle compagnie che presenteranno i loro spettacoli [leggi il programma] nell'arco della settimana (Carlo Repetti, Pina Rando, Sergio Maifredi, Mario Bagnara per il teatro dialettale, e Andrea Liberovici). Tutti hanno lodato l'impresa e auspicato che questo momento di felice collaborazione e connubio infra-culturale sia l'inizio di un lungo cammino. Pina Rando, direttrice del Teatro dell'Archivolto, ha fatto notare come i teatri genovesi si distinguano con un diverso pensiero di fare e di presentare il teatro al pubblico, «un valore da raccontare che in quest'occasione viene messo in luce da un attacco di stagione all'insegna di nostre produzioni». Mario Bagnara, del teatro dialettale, ha ricordato che per loro è la "prima volta", il che «testimonia il cammino fatto fin qui da noi e da chi ci ha permesso di farlo». Lo spettacolo di domenica pomeriggio in Galleria Mazzini sarà un assaggio di due novità della stagione del teatro dialettale: quella dell'acquisizione del rinnovato Teatro Albatros, con un cartellone a partire da novembre, e l'ospitalità per il mese d'aprile al Teatro Garage.

In chiusura, Rita Testa parla delle altre iniziative di promozione del convegno. Il 17 ottobre alle ore 18, Valentina Izzo canterà brani di musical, alternati a parti parlate che anticiperanno il convegno. Mentre il 18 e il 19 gireranno per le strade cittadine attori e trampolieri, e all'ora dell'intervallo entreranno in quattro scuole del centro per creare brevi performance. Infine, emblematico esempio di una volontà di pensare a Genova come alla città dei teatri, agenda che, giorno dopo giorno, descrive cosa va in scena sui palcoscenici della città.

Da buon padrone di casa Paolo Odone chiude la seduta invitando a creare prodotti per la cultura di qualità. Poi lancia un suggerimento: «mettere a calendario delle date per l'animazione continua per le strade, un tipo di infrastruttura informale che ha dato ottimi risultati in Francia»

Nella foto sopra la copertina dell'agenda dei teatri.
Sotto il Palazzo della Borsa, sede del convegno
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