di MaSa
L'anno accademico sta ormai per ricominciare e, con esso, rientrerà in vigore l'obbligo per tutti noi universitari di passare il venerdì sera nei vicoli tra piazza delle Erbe e stradone sant'Agostino.
Quest'obbligo, s'intende, è esteso anche a tutte le matricole; ed è proprio per loro, perché non si sentano spaesate, che io, vicolista maturo, ho pensato di delineare brevemente le varie categorie di esseri umani che popolano quei luoghi nella prima sera di Dio week-end.
Punkabbestia: È la specie che meglio si adatta all'ambiente casual-degradated che viene creato nei vicoli per attrarre i "giovani" (avete mai provato a passare in quelle zone di giorno? È un fiorire di gioiellerie e uffici finanziari, si vedono mamme coi bambini e signore ingioiellate, per terra è più pulito di casa vostra dopo una dimostrazione degli uomini folletto, si possono ammirare le facciate dei palazzi amorosamente affrescate e i meravigliosi stucchi veneziani non coperti dai pannelli simil-diroccato o intonaco-scrostato). I punkabbestia, dicevo, sono la specie che meglio si adatta all'habitat vicolesco nel quale vivono in piccoli gruppi di 7-8 elementi protetti da gigacani antidroga che, quando non fingono di azzuffarsi tra loro col preciso scopo di coinvolgere quanti più innocenti, perlustrano la zona alla ricerca di hashish per il quale vengono ricompensati dal loro padrone con cocaina nel rapporto di un grammo ogni etto.
Il punkabbestia ha pochi momenti da dedicare a se stesso il venerdì sera, in quanto completamente dedito al lavoro assegnatoli dalla regione nell' ambito del progetto "riscopriamo la città antica". Egli ha infatti il preciso dovere di allietare la serata con ipnotici ritmi tamburo-pneumatici e di coprire gli effluvi fognari con dolci aromi d'oriente.
I branchi di punkabbestia adottano, ormai da secoli, un originale ma efficacissimo sistema di difesa: uno di loro, a turno, viene posto di vedetta da una finestra o sul tetto di un palazzo in modo tale che possa avvistare in anticipo eventuali agenti. Appena egli scorge le temute manette pendere dal cinturone espone un grosso cartello con la scritta "manett" ai suoi amici in strada i quali per scampare all'arresto gli lanciano la marijuana che la vedetta provvederà a nascondere. Da qui il vecchio detto "Scritta manett, erba volat".
Punkaccasa: Il punkaccasa è un giovane, in genere fino ai 25 anni, studente universitario e di buona famiglia dalla quale viene dignitosamente mantenuto e quindi neanche si sogna di lasciare tutto per vivere in strada; ma, attirato dal modus vivendi -abbestia, emula.
Il suo venerdì è un inferno: il punkaccasa comincia alle 16:00 a trasportare uno alla volta, clandestinamente, i vestiti "MA NON VORRAI MICA USCIRE CONCIATO COSÌ!!" da casa alla BMW del padre fingendo di andare a prendere l'acqua in garage, cosa di cui la mamma va tanto orgogliosa.
Alle 17:56 (finito il contrabbando di capi d'abbigliamento) tira giù dallo scaffale "TheBox", la scatola piena di fango dell'ultima alluvione che custodisce gelosamente, ed incomincia con cura maniacale a sporcare le sue Nike modello "space invdader's astronav" (quelle che ti permettono di destreggiarti con otto palloni, per intenderci).
Alle 18:30 si ricorda di aver nascosto i fasullo-dread nel motorino di suo fratello discotecaro e che quest'ultimo è partito tre ore prima per raggiungere il Cocoricò col suo truccatissimo truzzo-papero. BESTEMMIONE, ma sottovoce: Don Gaetano è ospite di sua madre per la benedizione settimanale e se lo dovesse sentire sarebbero guai; quindi cautela!
Come cazzo faccio a coprire i miei lato-rigati capelli stile twinings tea?!?
Trovato: mi metterò il mio cappellino rasta pieno di giornale! PAPÀ DOVE HAI MESSO "LA PADANIA?".
Alle 19:30 siede a tavola con la famiglia (tranne il disco fratello, più don Gaetano).
Alle 20:00 il punkaccasa si congeda cordialmente dai commensali con la frase di rito "Pa', prendo la macchina stasera", va in camera sua si mette una lacoste, il maglioncino che gli ha fatto la nonna e, prima di uscire, ripassa in cucina per salutare "Ciao a tutti. Mamma, porto fuori Arcibaldo".
Sono ormai le 20:30, il punkaccasa ha solo un'ora per raggiungere il garage, indossare i vestiti precedentemente preparati, far entrare il barboncino Arcibaldo nel costume da punk-cane: 15 Kg di gomma, denti finti e pelo sintetico col risultato di avere tutto il bagagliaio della BMW occupato da un enorme pseudolupo di nome Harcy, e raggiungere porta soprana dove ha appuntamento con gli altri.
Alle 21:00 posteggia il macchinone in piazza della Vittoria (lontano da occhi indiscreti) e comincia, tabacco da rollo alla mano e fido Harcy al fianco, la lunga scalata verso piazza Dante.
continua con
Il Berio Boy