Che il web sia diventato uno strumento di rapida verifica delle fonti, è certezza ormai acquisita da tempo. Che i comici fossero soliti ispirarsi a battute sentite altrove, pure. Ma se internet consente di pescare a piene mani in repertori lontani, è altrettanto difficile che i prestiti sfuggano al controllo di milioni di utenti: qualche tempo fa a farne le spese era stato Daniele Luttazzi, messo alla berlina dal popolo della rete per essersi troppo strettamente avvicinato al suo modello prediletto, gli stand-up comedians statunitensi, facendo parlare di plagio. Ora la gogna tocca a Maurizio Crozza, sbertucciato sul web per essersi ispirato a una battuta letta su Spinoza e Twitter e averla spacciata per propria durante la consueta copertina di Ballarò.
Immediatamente è rimbalzato sul social network lo sberlezzo a 140 caratteri, sull'onda dell'hashtag #copiaeincrozza. La battuta incriminata («Alla fine la notte bianca più affascinante invece che a Veltroni è toccata ad Alemanno») circolava già da giorni in rete, comparsa sull'aggregatore di umorismo più celebre del web, Spinoza.it, nelle ore seguenti la nevicata che ha paralizzato Roma.
Magari Crozza la battuta non l'ha rubata dal web - anche perché, a ben pensarci, la freddura non è originalissima - e può averla pensata in completa autonomia.
Ben diverso il caso Luttazzi, coi suoi prestiti di interi monologhi dai comici Usa e la giustificazione di intellettualizzanti adattamenti satirici in linea con la tradizione classica. Non convinse nessuno.
Speriamo solo il comico genovese regisca alle critiche con più savoir-faire. Magari, con una battuta. Sua.