Con 845 milioni di utenti attivi, 3.71 miliardi di dollari di fatturato e una crescita del 65% del volume d'affari nell'ultimo anno di esercizio, la quotazione in Borsa di Facebook rappresenta la più grande operazione d'ingresso nel mercato azionario di una società della Silicon Valley.
Stando ai primi dati degli analisti, l'Ipo (l'equivalente della nostra Opa, Offerta Pubblica di Acquisto) con la quale il colosso dei social network sbarcherà a Wall Street avrà un valore oscillante tra i 5 e i 10 miliardi di dollari, con un costo per singola azione intorno ai 40 dollari. Advisor dell'operazione sottoscritta dall'amministratore delegato Mark Zuckerberg giganti come Morgan Stanley, J. P. Morgan e Goldman Sachs.
La Sec, nel suo ruolo di organismo governativo di controllo per le società di capitali che richiedono l'ingresso nei listini azionari Usa (equivalente alla nostra Consob), ha reso pubblico il Registration statement, il documento redatto dai superconsulenti di Mark Zuckerberg che spiega dall'interno le relazioni tra gli attuali azionisti della società e i futuri sviluppi che Facebook potrà prendere aprendosi alle fluttuazioni del mercato.
La corposa relazione (150 pagine più una trentina di allegati) mette in guardia i futuri azionisti esponendo in 22 pagine le possibili criticità della struttura societaria: al di là dei problemi legati alla macchina e che potrebbero ipoteticamente comprometterne il funzionamento (bug inaspettati, errori di sistema, furti di dati sensibili degli utenti), ciò che emerge con chiarezza è l'intenzione di Mark Zuckerberg di rimanere saldamente al timone della propria creatura.
Stando al registration statement, l'attuale presidente e amministratore delegato di Facebook manterrà le attuali cariche imponendo al consiglio di amministrazione i propri indirizzi gestionali: forte del 56,9% dei diritti di voto, Zuckerberg lascerà molto poco spazio all'iniziativa dei futuri soci.
«Pur essendo un dirigente, Zuckerberg ha diritto a votare come proprietario di azioni nel proprio interesse, che non è detto sia coincidente con quello generale» mette in guarda il documento.
Insomma, chi è interessato a investire nel principe dei social network dovrà affidare ciecamente i propri capitali al fiuto del giovane fenomeno del web. Finora ci ha preso, ma da qui a maggio - quando presumibilmente la Sec darà il via libera allo sbarco a Wall Street - gli investitori potrebbero non essere dello stesso avviso.