E' stato varato venerdì 27 gennaio il decreto del governo di Mario Monti per la semplificazione della vita del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione. Questo terzo intervento, dopo quelli di Salva Italia e Cresci Italia, è stato definito Semplifica Italia.
Il decreto, ideato per rendere più semplice la vita dei cittadini, ha alla base l'utilizzo della rete, attraverso l'uso di comunicazioni telematiche, per molte procedure anagrafiche e lo scambio di documentazione tra cittadini o aziende con la Pubblica Amministrazione.
All’interno del provvedimento Semplifica Italia è presente il capitolo che riguarda l'agenda digitale, con l'obiettivo di potenziare l'uso di internet e insieme la struttura della banda larga.
E' stato deciso di usare la forma di Decreto Legislativo, poiché i provvedimenti presi sono stati ritenuti urgenti in quanto interessano l'economia di crescita. Finalmente dei provvedimenti che ci dovrebbero uniformare alle norme europee.
Con il DL Semplifica Italia, i cittadini avranno tempi più rapidi nella trascrizione degli atti di stato civile, di nascita, residenza, matrimonio e morte. Inoltre, con la medesima modalità, sono previste le comunicazioni tra Comuni e Questure relative alle carte d’identità e alle iscrizioni, cancellazioni e variazioni anagrafiche degli stranieri.
Le comunicazioni telematiche consentiranno un risparmio per le amministrazioni quantificabile in almeno dieci milioni di euro all’anno, tenendo conto solo delle spese di spedizione. Un buon risultato che si inserisce nella consapevolezza che internet possa essere uno strumento di crescita economica.
Secondo i dati raccolti dal Bcg (Boston Consulting Group), che ha studiato l'impatto del web sull'economia italiana, nel 2010 Internet ha contribuito al Pil italiano con 31,5 miliardi di euro, pari al due per cento. Questo dato raddoppierà entro il 2015. In uno scenario conservativo, l'Internet economy rappresenterà cinquantanove miliardi di euro, pari al quattro per cento del Pil italiano, con un tasso di crescita annuo del diciotto per cento. Questo studio con i relativi dati è consultabile presso il sito web fattoreinternet.it. Dopo molti annunci sull'incremento dell'uso della rete nella vita amministrativa, questo atto governativo risulta un primo importante passo verso l’ avvio alla digitalizzazione pubblica.
I punti chiave dell'agenda digitale sono:
- banda larga e ultra larga: la realizzazione. Quasi 5,6 milioni di italiani si trovano in condizione di divario digitale e piu’ di tremila centri abitati soffrono un deficit infrastrutturale che rende piu’ complessa la vita dei cittadini. Le nuove misure intendono abbattere questi limiti e allineare il Paese agli standard europei;
- opendata: i dati in possesso delle istituzioni pubbliche come le università, verranno condivisi attraverso la rete, per garantire la piena trasparenza nei confronti dei cittadini;
- cloud: i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, de-materializzati, sono condivisi tra esse;
- smart communities: si avvia la creazione di spazi virtuali sul web in cui i cittadini possono scambiare opinioni, discutere dei problemi e stimolare soluzioni condivise con le pubbliche amministrazioni. (Fonte: leggioggi.it)