|
Una mano robotica capace di impugnare un bicchiere, modulare la forza, schiacciare un bottone o afferrare un cacciavite. Un sogno, nato nel 1994 dall'idea di Andrea Caffaz, allora studente e oggi ricercatore, e trasformato in realtà dal Dipartimento di informatica e sistemistica telematica (Dist) della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova. La mano, un polso, cinque dita, funzioni prensili e tattili e una infinità di applicazioni: ecco l'invenzione del Dist, guidato dal professor Mauro di Manzo, è il risultato di sette anni di studi.
La mano robotica ha preso vita sotto lo sguardo attento dei ricercatori del Genoa Robotic and Automation Laboratory, (Graal), diretto dal professor Giuseppe Casalino, tutore scientifico di Graal Tech, la società spin-off appositamente costituita per facilitare l'immissione sul mercato di questa mano miracolosa dal costo abbordabile rispetto a qualsiasi altro prototipo simile. Circa meno della metà. "Il prezzo si aggira sui 60-70 milioni" - spiega Casalino. "Non siamo stati i primi a costruire la mano robotica, ma certamente abbiamo realizzato la più compatta e la più economica".
Il motivo è semplice. "il nostro prototipo costa poco perchè sviluppare il progetto non ha richiesto finanziamenti specifici" - spiega il direttore del Graal - "ma il risultato, così avanzato, ha suscitato l'attenzione dei ricercatori del GMD di Bonn, un laboratorio di ricerca che fa parte del Fraunhoffer Institute della Germania. Molto presto la mano diventerà indispensabile in una grande quantità di ambienti" profetizzano i progettisti che già tracciano il primo impatto della loro creazione all'interno del mercato. "Specialmente quello della ricerca - chiude Casalino - perchè il nostro prodotto non ha ancora un vero e proprio mercato industriale".
|