"We didn't want to create an icon. Non volevamo creare un'icona".
Chi parla è Ben van Berkel, 44 anni, architetto vincitore del
concorso su Ponte Parodi.
Ieri mattina, 26 maggio, il progetto è stato presentato alla cittadinanza: finalmente l'occasione per vedere foto, plastici, ricostruzioni. E per incontrare l'uomo che firmerà una delle operazioni più importanti per il futuro della città.
"L'importanza del progetto è evidente", chiosa subito il sindaco Pericu, "Ponte Parodi si trova al centro del semicerchio portuale, al confine fra l'Expò e il porto passeggeri. Una zona critica, insomma.
Era un'area destinata a restare in concessione alla Montedison fino al 2009, assieme al Silos Hennebique. Ma Comune, Porto e Università hanno fatto uno sforzo comune e sono riusciti a riprendersela, restituendo alla città una fetta importante del waterfront.
Avremo finalmente una
cittadella universitaria!".
Il progetto dell'UnStudio ha convinto la giuria, rappresentata da Annalisa Calcagno Maniglio, preside della facoltà di Architettura: "la scelta è stata difficile ma fatta all'unanimità.
Cosa ci ha spinto a scegliere questo progetto? Questo suo essere estremamente armonico e la felicità con cui si lega alla veduta d'insieme. Un elemento morbido, in continuità con la città, una forma che di fatto riproduce quella del nostro territorio, che crea molteplici vedute.
A descriverlo esce fuori l'identikit di un grosso spazio aperto, solcato da un canyon che arriva fino al mare, dove si apre come un anfiteatro. E poi tutto questo vetro... la luce mediterranea invade gli spazi senza incontrare resistenza. Sarà una costruzione luminosissima e leggera".
Su questo non ci piove. L'UnStudio, coadiuvato dalla
Ove Arup, ha messo a punto un'incredibile sistema di costruzione basato su un cubo modulare. I piani sono collegati fra loro da un'unica colonna centrale: alla tenuta strutturale ci penserà una raggiera di sottili tiranti diagonali che andrà a formare - assieme al vetro - le pareti.
"Sarà una struttura capace di vivere dalle nove di mattina fino a notte", è finalmente Ben van Berkel a prendere la parola.
"Abbiamo previsto attività legate allo yachting e al terminal crociere, poi un cineplex, un'area dedicata allo shopping, un parcheggio sotterraneo e infine un grosso spazio aperto a disposizione della città e dell'università vicina. Sarà tutto completamente in acciaio, con un bel pratone sul tetto".
E l'animazione computerizzata compie un volo d'aquila sul tetto: in mezzo ai prati spunta un campo da calcetto, uno da basket, due da pallavolo, una piscina e infine l'anfiteatro all'aperto.
Platea a bocca aperta. Con ottimo senso dello show, van Berkel calca la mano: "per concerti e spettacoli...
Insomma, non volevo creare un'icona, ma un punto multifunzionale a disposizione della città del futuro".
I tempi? 40-45 mesi per la costruzione vera e propria, ma prima bisogna trovare "le palanche" in project financing.
C'è un advisor, che si dichiara "abbastanza confidente" per racimolare i 200 miliardi necessari.
A noi non resta che appuntarci una data: 2005-2006.
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i commenti di Bonora, Gabrielli e Van Berkel.
Un po' di foto:
Plastici e
Il cubo modulare e la vista notturna