|
La televisione, che ha determinato al pari della radio le grandi trasformazioni del vivere attuale formando opinioni e promuovendo cultura, è destinata ad integrarsi con la tecnologia internet, fornendo ai cittadini migliaia di canali interattivi con cui si potrà accedere a numerosi servizi. Oggi la televisione è lo strumento che convoglia la parte più grande degli investimenti globali in pubblicità ed è il media che fa i profitti più alti.
Con l'interconnessione televisione-internet ci sarà la possibilità per molti altri soggetti di competere e quindi aprire un mercato che per quanto riguarda l'Italia è oggi monopolizzato. Negli Usa sono già 10 milioni le persone che collegano il proprio pc alla tv per vedere filmati gratuiti sui vari siti o per affittare film a pochi dollari attraverso Netflix. I produttori di computer, di processori e di periferiche stanno investendo sempre più in dispositivi pensati non più per la scrivania, ma per il salotto: telecomandi intelligenti con la tastiera, televisori con schede wireless, box multimediali e così via.
La strada per una televisione IP, ovvero connessa a internet, non sarà facile. Steve Jobs, il patron di Apple, aveva dichiarato che il settore delle televisioni non è pronto ad accettare grandi innovazioni e a proposito di possibili tentativi destinati a piccoli successi ha citato Google. La Apple aveva messo sul mercato, nel marzo del 2007, un prodotto multimediale che si chiama Apple Tv, non ottenendo il successo sperato. Questo oggetto collegato alla tv permette di ascoltare radio, musica e video presenti su internet o in podcast - file messi in rete e scaricabili automaticamente attraverso abbonamenti specifici. Bisogna sapere che su iTunes esistono oltre 175.000 podcast audio e video, realizzati da creatori indipendenti e da grandi produttori. Tutti gratuiti.
Steve Jobs, nel suo intervento, si riferiva forse al primo passo verso la televisione su internet fatto da Google con il servizio chiamato Leanback. La Google tv di Leanback era una televisione collegata a Youtube, che permetteva di fruire dei filmati pubblicati in rete in modo scorrevole, senza interruzioni: in base ai canali scelti e preferiti si formava una catena di video ininterrotti. Tutto superato.
Per la Apple si è parlato proprio ieri, mercoledì primo settembre 2010, nuovamente di Apple TV. Nell'evento trasmesso in streaming Steve Jobs ha illustrato le modifiche apportate al prodotto, grazie alle esigenze segnalate dagli utenti. Jobs ha ammesso gli errori commessi nel 2007 con il lancio di Apple TV, ma ora si riparte per fornire un prodotto davvero innovativo che coniuga la TV con le potenzialità del web e del pc. Tramite le applicazioni e i contenuti presenti sul proprio device (dispositivo multimediale), in questo caso un iPad che diverebbe un telecomando, si potranno costruire e vedere i programmi televisivi che si desiderano sul nuovo Apple TV.
In una conferenza del maggio scorso Rishi Chandra, ingegnere direttore di produzione e ricerca di Google, ha presentato la Google TV. Per Rishi Chandra il pc è progredito diventando un notebook, una tavoletta, uno strumento per divertirci, lavorare e comunicare; è progredito il telefono diventando cellulare e smartphone, ma non è cambiata la televisione.
Certo, abbiamo schermi piatti ad alta risoluzione e in numerosissime dimensioni, ma per quanto riguarda la fruibilità siamo rimasti fermi ad un telecomando che sintonizza canali precostituiti o tematici. La Google tv, sarà invece in vendita, si spera, a fine anno e sancirà il matrimonio definitivo tra web e piccolo schermo. Integrando la tv con i contenuti di internet si avrà una televisione interattiva, che dialogherà con noi permettendoci di scegliere contenuti in una varietà mai pensata prima. Nascerà la Smart TV. Nascerà la televisione personale.
La Google Tv, un box da abbinare al televisore o da inserire direttamente nell'apparecchio televisivo, porterà il marchio Sony, sfruttando il sistema operativo Android con processori Atom di Intel. Per quanto riguarda l'Italia, gli attuali produttori sembrano fermi digitale terrestre; ma i contenuti, la tecnologia e i consumi cambiano velocemente, per cui sicuramente si muoveranno per affrontare le novità.
|