Mentelocale è già un punto di riferimento per l'informazione locale, un hub informativo di eccellenza. Ma può trasformarsi in Mente(iper)locale coinvolgendo le energie dei lettori in una nuova formula, l'iperlocalismo. Con un pubblico di nativi digitali e l'attenzione per lo spettacolo, il turismo, la società e le mode, Mentelocale.it è già pronto per passare all'iperlocalismo in tre grandi passaggi.
Il primo è dare un volto e un ruolo ai suoi lettori più affezionati. L'iscrizione al sito può andare oltre la newsletter: creare un profilo e una mini-pagina personale con cui gli utenti conversano tra di loro, un social network interno a Mentelocale.it.
Il secondo passaggio è contribuire attivamente ai contenuti. Non significa pubblicare qualunque cosa o trasformare chiunque in giornalista. È invece la possibilità di raccogliere materiali creati dagli utenti (cosa che Mentelocale.it in una certa misura già fa, ndr). Spetterà alla redazione valutarne l'interesse per un ulteriore approfondimento di taglio giornalistico.
Il terzo passaggio è applicare lo stesso metodo anche alle tematiche sociali. Il giornalismo può analizzare un problema. Ma non può avanzare proposte forti e sostenute dalla gente. Se il problema è della città, sono i cittadini che devono trovare la soluzione. Così Mente(iper)locale.it diventa una specie di agorà di discussione sui fatti quotidiani, che spinge a impegnarsi per formulare soluzioni alternative. Si manifesta un problema? Si apre una discussione organizzata intorno a proposte concorrenti. Si formulano ipotesi, progetti e campagne di comunicazione. Il voto degli esperti e del pubblico elegge le proposte migliori, che si possono anche sottoporre agli enti locali. Un modo per riavvicinare cittadini e istituzioni.
Non è fantascienza. All'estero questi passaggi li hanno già compiuti con successo. Mente(iper)locale può diventare l'aggregatore in un unico spazio comune dei blog locali, oppure dei personaggi locali più attivi sui social network, per costruire una massa critica di libere opinioni. Gli utenti, i bloggers, la redazione – differenti protagonisti che creano differenti contenuti. Come tenerli insieme? La risposta dell'iperlocalismo è Google Maps, per geolocalizzare ogni tipo di contenuto, dagli utenti alle notizie. Così in un solo colpo d'occhio l'utente visualizza differenti tipi di contenuti: un clic sulla mappa e si apre l'articolo completo.
Locale è la parola chiave del web 2010. Adesso il social network più alla moda è Foursquare, che è basato proprio sulla localizzazione dei suoi utenti, che comunicano e socializzano in base allo specifico luogo in cui si trovano. È già un boom per il turismo e il marketing. Lo può diventare anche per l'informazione locale.
Mettere insieme le persone, farle conoscere e coinvolgerle in prima persona su questioni che riguardano la loro stessa vita. Fare informazione iperlocale significa creare e gestire una comunità online che partecipa con i suoi contenuti insieme alla redazione. Insieme diventano un polo di socialità locale e un laboratorio di proposte aperto a tutti. Così Mente(iper)locale non sarà soltanto un sito d'informazione. Sarà un nuovo media.