Effettivamente l'8 marzo, come viene vissuto oggi, ha perso molto del suo significato. Personalmente non lo festeggio uscendo con le amiche e andando a vedere strip-tease maschili (tra l'altro qui a Genova ci sarebbero i Centocelle e Rocco Siffredi, ragazzi di un certo spessore estetico certamente gradevoli agli occhi). Ma così come non piace l'uso della donna-oggetto, non gradisco nemmeno quello dell'uomo-feticcio. Preferisco festeggiarlo con il mio ragazzo, magari lontano dal clamore e dalla commercializzazione dello stesso giorno, davanti a una pizza e a un buon film al cinema, magari Alice in Wonderland che peraltro ci azzecca assai con la festa, iniziando con la scena dell'incontro organizzato dalla madre per trovarle un marito e la sua ultima fuga nel Paese delle Meraviglie, della serie 'meglio un coniglio che un marito'.
Al di là di ogni facezia - mica tanto comunque - l'8 marzo dovrebbe essere vissuto o con maggior consapevolezza, avulso da ogni commercializzazione - povera mimosa! Ho visto alberi depredati e rovinati. Al di là del pensiero, preferirei che mi venisse offerto un fiore di campo, il significato del gesto non cambierebbe - o addirittura non essere festeggiato affatto. Se vogliamo le pari opportunità, che comunque sono ben lungi qui in Italia dall'essere praticate nonostante siano pubblicizzate in ogni dove come una grande conquista - e di cui noi donne, siamo spesso conniventi nel mal interpretarle e nel non applicarle - bisognerebbe iniziare o con una festa anche per l'uomo o con una festa delle pari opportunità (che, come sa chi un po' se ne intende, non sono rivolte solo alle donne, ma anche a altre categorie sotto rappresentate per così dire, che vanno dai disabili ai giovani) o abolendola. Mi sembra molto squallido festeggiare un triste episodio in cui hanno perso la vita molte donne. Preferirei allora una giornata della memoria o comunque qualcosa di più sentito, vissuto e concreto.
Probabilmente con questo mio intervento mi attirerò gli strali di qualcuno, ma ne sono consapevole e non mi tiro indietro.
Auguro comunque a tutte noi donne un felice 8 marzo, che sia vissuto un poco sentitamente non solo da noi, ma anche dai nostri compagni, mariti, amici, figli, padri.
Un caro saluto a tutte/i.
Giorgia Buzzone
Le origini della festa dell'8 marzo risalgono al 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Salviamo il ricordo di questo, perché anche grazie a fatti orribili il mondo è andato avanti, verso le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, che ci sono state veramente.
Salviamo la femminilità, che è una bella arma.
Salviamo la bella usanza di scambiarci gli auguri, magari senza integrarli con fiori e cioccolatini (alla mimosa siamo quasi tutti allergici, i cioccolatini ingrassano).
Salviamo iniziative quale quella di fare girare sul web annunci tipo questo: mi è stata segnalata la presentazione di un sito in cui basta un clic per regalare una mammografia a donne che non se la possono permettere. Il funzionamento è semplice: ogni volta che un utente fa clic (sul pulsante rosa), sono visualizzati alcuni sponsor pubblicitari i quali, per essere stati visualizzati, pagano la pubblicità con l'equivalente del costo di una mammografia... e a noi non costa niente. Il sito è attualmente in difficoltà perché non ci sono abbastanza persone che accedono al sito ogni giorno per raggiungere un numero di accessi tale da ottenere dagli sponsor la donazione in argomento. Ci vogliono pochi secondi per andare sul sito e cliccare sul bottone donating a mammogram, senza nessuna spesa. È il bottone rosa nel mezzo della pagina con scritto it's free. Non costa nulla.
Questo è il sito: www.thebreastcancersite.com
E salviamo gli uomini, perché senza voi uomini non ci saremmo noi donne.
Un caro saluto,
Marina
Visto che da secoli il corpo delle donne viene utilizzato come 'carne' anziché essere semplicemente considerato parte di un essere di genere femminile, oggi vogliamo risolvere la questione utilizzando allo stesso modo anche il corpo degli uomini? Donne, svegliatevi! Non siete né emancipate né trasgressive se andate ad assistere ad uno strip-tease maschile, anzi, non fate che assecondare la mercificazione e la perdita di dignità di tutti i corpi, in primis il vostro.
Franca Figari
Sinceramente, non so se oggi la festa abbia perso mordente, ma l'ho sempre trovata più che deprimente. La mimosa, fiore stupendo, appena l'hai tra le mani magicamente sfiorisce e perde la sua bellezza, le classiche pizzate con le amiche diventano il festival di quello che poteva essere e non è stato, per finire con lo squallido streap maschile per tardone allupate che si accontentano proprio di poco! Troppo cattiva? Scusate, forse sì, ma andiamo tutte a vederci un bel film!