mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
quotidiano on line di cultura e tempo libero
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
mentelocale  
mentelocale
 
 Milano        Genova        Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 
 
 
rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
Tempo libero
         
 

Il terremoto in Cile: «noi eravamo lì»

 
In Patagonia la terra trema. La testimonianza dei genovesi Claudio Ceotto e Gianni Tolozzi. Le prime tappe del loro viaggio alla ricerca del popolo Mapuche
 
eventi
evento!
Tra i tanti conti correnti su cui versare i soldi per le vittime del terremoto in Cile, ci è parso il caso di segnalarvi questo. Un fai da te che ci pare affidabile. Valentina Arcuri, è genovese, ora vive in Alta Savoia. Tanti genovesi la conoscono per la sua attività di operatrice culturale e per aver dato vita, insieme a Carla Peirolero, al Suq nel Porto Antico.


Sono Valentina Arcuri. Con mia figlia Marta stiamo raccogliendo soldi per due famiglie di carissimi amici che abitano a Santiago del Cile. Fortunatamente sono tutti vivi e hanno avuto 'solo' la casa distrutta. Attualmente vivono in giardino, la nonna è diabetica e non sappiamo neanche se riceve le cure necessarie. Il giorno del terremoto siamo riusciti a parlare con loro e se non altro sappiamo che stanno bene.
Credo che non si possa nemmeno lontanamente capire cosa voglia dire vivere nel giardino della tua casa distrutta, in una città devastata e in un paese dove mancano medicine, cure e lavoro.
Stiamo raccogliendo i soldi per permettere loro di mangiare e curarsi, e anche - se ne raccoglieremo abbastanza - perché possano aiutare altre famiglie.

Chi vuol contribuire - prima riusciamo a raccogliere fondi prima li mandiamo - può fare un versamento sul Conto Corrente Postale intestato a Marisa Berrios Morales.
C/C 000088682026
Iban : IT20SO760101400000088682026

È possibile effettuare il versamento in banca utilizzando il codice Iban, come accade con un qualsiasi conto bancario.
 
top 10

 
   

     
03 marzo 2010
Stampa Invia amico
 
   
Patagonia terremoto 2
il terremoto in Patagonia
 
Leggi anche su mentelocale.it
In Patagonia alla ricerca dell'ultimo Mapuche

Claudio Ceotto
Viaggiatore e scrittore, vive a Genova dove gestisce una libreria antiquaria in corso Torino. Prima de Il sentiero estremo (Cda & Vivalda, 87 p., 12 Eu) ha scritto tre libri per ragazzi: Lune indiane, Agguato nella foresta di Iguazù e Phénix.

I mapuche
Sono una popolazione autoctona che occupava quasi l'intera Patagonia attualmente divisa tra Cile e Argentina. Etnia fiera e forte come venne descritta dai conquistadores spagnoli, che dopo anni di tentativi e di sconfitte dovettero concedere un'area a Sud del fiume BioBio un immenso territorio che era praticamente impossibile da controllare militarmente. Grazie a quel trattato i mapuche ebbero quasi trecento anni di pace fino a quando l'espansionismo delle nazioni emergenti di Cile e Argentina alla fine dell'800 non rivolsero contro di loro una campagna militare incrociata che portò i mapuche sull'orlo dell'estinzione. Su modello americano vennero costituite delle riserve per i sopravvissuti e per anni furono lesi i principali diritti umani alla ricerca di un genocidio culturale se non fisico. Ma la Patagonia è grande e i superstiti di quel massacro sono riusciti a riorganizzarsi e oggi sono circa un milione in Cile e più di trecentomila in Argentina. Dal 1993 per legge sono riconosciuti come popolo ancestrale, che abbiano vinto anche questa volta.

Siamo arrivati a Concepciòn alle sei di sera, stanchi e senza voglia di cercare il solito albergo a buon prezzo. Da qui avremmo dovuto iniziare il racconto di questo viaggio sulle tracce di un popolo che sembra davvero invisibile. Qui sfocia il Rio Bio Bio, che per trecento anni è stato il confine naturale tra gli Araucani e il regno di Spagna, quei Mapuche che resistettero sino alla fine dell’Ottocento. Qui abbiamo fatto foto e cercato testimonianze, ma niente ci riportava in qualche modo alla popolazione ancestrale.

Decidiamo di muoverci per Cañete il giorno dopo: è una città più a Sud, che ha testimonianze per quello che cerchiamo. Sono circa le quattro della madrugada quando tutto cambia. La violenza della scossa è fortissima, tanto che non si riesce a stare il piedi, sembra che la stanza dell’albergo sia presa tra le mani di un gigante e sbattuta forte, i letti, la piccola scrivania sono sbattute contro le pareti. Ho la netta sensazione che tutto possa finire da un momento all’altro, fuori il boato mischiato alle prime esplosioni. C’è un attimo di pausa, il tempo per mettersi qualcosa addosso e uscire.

Continuano le scosse, per fortuna di minore intensità. Non ho paura, mi sembra quasi impossibile ma non ho paura, c’è solo una consapevolezza di fine. Mancano tre ore prima che faccia giorno. Intorno solo polvere, tanta polvere, gli allarmi delle auto e tanti gabbiani che urlano fortissimo. In fondo alla strada si vedono fiamme alte dalle parti di una raffineria, polvere e ancora polvere. La costruzione a fianco al nostro albergo è crollata su un’auto in sosta, i pali della luce sono abbattuti, si tengono su solo con i fili. Il giorno ci fa vedere la reale entità di quello che stiamo vivendo.

Iniziamo con Gianni a fare un giro del centro della città e facciamo alcune foto. Poi ce ne andiamo, vogliamo raggiungere una città più a sud: Temuco. Qui non c’è più luce, i telefoni non funzionano, manca l’acqua. Partiamo alle otto e mezza del mattino e, attraverso antiche vie e strade interrotte, raggiungiamo Temuco alle nove di sera.
Abbiamo percorso circa 180 chilometri in più di dodici ore
. Anche qui manca tutto e non ci rimane che ripartire per l’Argentina. Questo è uno dei primi messaggi che riesco a mandare da Zapala: Sisma in Patagonia. La terra non trema e proseguiamo il nostro viaggio.

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
 
 
Galleria fotografica
 
 
   
 




 

Oggi in home page
  Jobs: «disonesto, tirchio e drogato»  
  World Press, ecco la foto dell'anno  
  La polizia secondo Le Besco  
  Addio Dr. House, la serie al capolinea  
  Old ideas: il ritorno di Leonard Cohen  
 
 
 
L'occasione della settimana
 
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo  
Piu' di mille giovedi'. La storia delle Madres de Plaza de Mayo
Genova, Teatro Cargo al Teatro di Villa Galliera
domenica 19 febbraio 2012
9,00 €
 
mentelocale
 
Titus - Studio sulle radici
Milano, Sala La Cavallerizza
10 feb. - 19 feb.
da 13,00€
mentelocale
mentelocale
Valigie
Genova, Sala Diana - Teatro Garage
18 feb. - 19 feb.
da 12,00€
mentelocale
mentelocale
Massimo Lopez - Varie età
Milano, Teatro Nuovo
07 feb. - 19 feb.
da 30,00€
mentelocale
mentelocale
Elio e le storie tese
Genova, Teatro Carlo Felice
13 mar. - 13 mar.
da 28,50€
mentelocale
mentelocale
vedi altro su happyticket
 
 
 
 
 
 
Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License