Coppie scoppiate e relazioni andate in fumo. La parola ai lettori di mentelocale. Cristina scrive: «avrei preferito non sapere niente». Mister x ha lasciato sua moglie per un'altra. Dì la tua
Cari mentelocaliani,
ecco per voi un nuovo spazio per giocare e per dire la vostra opinione.
MENTELOCALITY è un modo di vedere il mondo. Partecipando alle iniziative che vi proporremo settimanalmente sulle pagine delle newsletter Eventi e Cinema potrete condividere le vostre idee con gli altri mentelocaliani.
Comincio io a presentarmi? Per chi ancora non mi conosce, sono Francesca Baroncelli e potrete scrivermi all'indirizzo community@mentelocale.it per dire la vostra, o magari per inviare una bella foto che vorreste vedere pubblicata sul sito. Sulle newsletter vi proporrò iniziative e giochi sempre diversi.
Ogni settimana una selezione dei vostri interventi verrà pubblicata sulla Home Page di mentelocale.it.
Sulle newsletter di giovedì 28 e venerdì 29 gennaio vi ho chiesto se perdonereste un tradimento, prendendo spunto dall'articolo dedicato ai protagonisti del film di Gabriele Muccino Baciami ancora, pubblicato su mentelocale.it (clicca qui per leggerlo).
Continuate a dire la vostra. COMMENTATE COMMENTATE COMMENTATE nello spazio che trovate qui sotto.
Chissà perché oggi mi va di sciorinarvi le mie perle di saggezza. Tradimenti? Ne so qualcosa. Posso dire che si soffre, e più si ama e peggio è. La faccenda però è complicata: perché se si ama l'altro con passione e fedeltà assoluta, e il tradimento arriva come una tegola in testa, le possibilità sono:
1 - è stato un errore (e l'essere umano, si sa, non è perfetto) 2 - è stato bravissimo (a tener nascosto l'inganno almeno un po’) 3 - sono cieca
Nei primi due casi dovremmo premiarlo per tanta discrezione, e continuare da dove eravamo rimasti prima del malfatto. Nel terzo caso, o ci facciamo un bel paio di occhiali (leggi svegliati!), ma non so quanto ci convenga, o continuiamo a non vedere, magari tutto continua a filare liscio come e più di prima. Oppure almeno ci si toglie qualche soddisfazione prima. Purtroppo in tutti i casi occorre essere in presenza di esemplari ricchi di umorismo e sentimenti. Non è quasi mai così.
Ho visto uomini e donne rovinarsi economicamente per sostenere relazioni impossibili o per far seguire il partner da costosissimi cani segugi, vivere nel terrore di essere scoperti o nell'odio per il compagno/a fredifrago pur di tenerlo legato al proprio fianco. Ma perché? E soprattutto, perché me lo hai detto (o peggio, me lo hai fatto scoprire)?
Ognuno ha il suo perché. Io so solo che avrei preferito non sapere niente, ed essere lasciata (in pace) con una banalissima scusa. Una di quelle frasi che ti lasciano senza parole, ma che ti fanno chiudere improvvisamente le cateratte dell'amore, tipo: tesoro, ti lascio perché ti meriti di meglio. Almeno passi qualche giorno a sentirti meritevole di meglio e non l'ennesima stronza tradita e non lasciata. Cristina
Il tradimento visto da lui
Ahimé, credo che il tradimento sia una cosa così strana. Personalmente mi è accaduto qualcosa che ancor oggi non so spiegare. Un bel giorno di circa nove anni fa sono rimasto completamente affascinato da una giovane donna. Dico giovane perché lei aveva 27 anni ed io 20 in più. Ero completamente preso da lei, e nemmeno la conoscevo personalmente. Già. Le sue parole, la sua voce, le lunghe conversazioni via posta elettronica su temi che andavano dalle fiabe alla giustizia, alla bellezza dei fari e della burrasca.
La sua vita e la mia vita. Quando l'ho vista la prima volta mi ha dato un paio di cartoline e un pesce di cioccolato, ha girato sui tacchi e via. Ricordo come oggi. Poi... mah... nemmeno io saprei spiegare. Oggi, a tanti anni di distanza, cerco di capire e non mi resta che dire che ne ero affascinato. Innamorato? No. Quello non credo, visto che la passione, quella, proprio non c'era.
Eppure era proprio bella, intelligente. Ho perso completamente la testa. Ho lasciato mia moglie - mai farlo, non ne vale la pena - sono andato a vivere lontano, ho abbandonato il mio gruppo culturale, gli amici. Per un anno e mezzo abbiamo vissuto insieme. Poi ha trovato meglio andare con il suo capo - maggiore di me di dieci anni - senza dirmi nulla. E quando sono venuto a saperlo e le ho chiesto il perché la risposta, meritata, è stata: non sapevo come dirtelo. Del resto tu hai fatto lo stesso con tua moglie. Nel frattempo c’è stata la separazione, il divorzio e mia moglie si è risposata. Fine.
"Un uomo [o una donna - aggiungo io] non rimpiange per amore chi l'abbia tradito, ma per avvilimento di non avere meritato la fiducia". La frase è di Cesare Pavese, pensateci su.