L'ultimo trionfatore alla notte degli Oscar americani è stato Roberto Benigni. Era il 1999 e il Benignaccio, raggiante, si è messo a saltellare sulle poltrone rosse del Kodak Theatre di Los Angeles e poi ha abbracciato commosso Sofia Loren.
Bei tempi. Purtroppo nessun film italiano è più riuscito a raggiungere quelle vette. Ci hanno provato, tra gli altri, Marco Tullio Giordana con I cento passi, Nanni Moretti con La stanza del figlio, Gabriele Salvatores con Io non ho paura, Gianni Amelio con Le chiavi di casa ed Emanuele Crialese con Nuovomondo.
Quest'anno sembrava essere la volta buona, ma Baaria, il film con cui Giuseppe Tornatore ha raccontato la sua Sicilia, non ha superato la selezione. Tra i sessantacinque pretendenti all'Oscar per il miglior film in lingua straniera ne sono stati scelti nove.
Tornatore appare sereno e dice che in fondo se l'aspettava. Baaria comunque gli ha già dato delle soddisfazioni: la proiezione americana del film è stata accolta con molti applausi. E poi il cineasta aveva già provato il brivido della statuetta nel 1990 con il suo Nuovo Cinema Paradiso. I film L'uomo delle stelle e La sconosciuta erano invece entrati in nomination alcuni anni dopo.
Ma chi è il film in lingua straniera favorito di questa edizione degli Oscar? Sono in molti a puntare su Il nastro bianco, la pellicola tedesca diretta da Michael Haneke già protagonista dei Golden Globe. Tra gli esclusi c'è un altro nome notissimo: con il suo Gli abbracci spezzati, Pedro Almodovar non ha superato l'ultima selezione ed è fuori dai giochi.