Non c'è tempo da perdere. Anzi, nel caso dell'Orologio dell'Apocalisse, bisognerebbe cercare di guadagnarne un po'.
Ed è proprio quello che si è riusciti a fare in questi giorni, con il minuto scalato sul quadrante dello speciale orologio inventato dal Bulletin of the Atomic Scientists dell'Università di Chicago nel 1947 - due anni dopo i bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki - con l'intento di indicare quanto l'umanità sia vicina al fatidico giorno finale. Il funzionamento è semplice: l'ora si regola in base al rischio corso in un determinato periodo dall'umanità di essere annientata da un qualche evento catastrofico, sia esso nucleare o natuarale. Più la mezzanotte si avvicina, più è alto tale rischio.
Il leggero miglioramento attuale ha portato l'orario alle 23.54: sei minuti da vivere - per fortuna, da non calcolare con i normali orologi da polso - non saranno un margine particolarmente rassicurante, ma, almeno, si è dato un segnale positivo in un periodo che, tra i recenti disastri ambientali (terremoto di Haiti) e politici (vertice di Cophenaghen), non sembrava preludere a un futuro tranquillo per la Terra.
Se in passato il principale criterio per determinare l'orario era la possibilità di un disastro nucleare, da qualche anno a questa parte, inevitabilmente, sono i cambiamenti climatici a rappresentare la principale minaccia. Gli allarmi sullo stato di salute del pianeta arrivano ormai quotidianamente da più parti, ma, nonostante ciò, gli scienziati che si occupano del progetto hanno ritenuto rassicurante l'impegno da parte delle principali potenze per lo smantellamento degli arsenali nucleari e per trovare un rimedio efficace al riscaldamento globale. E così, lancette riposizionate per la diciottesima volta dal momento della creazione dell'orologio; l'ultima volta, era successo nel 2007, quando, in conseguenza agli esperimenti nucleari della Corea del Nord, sul quadrante erano segnate le 23.55.
Lo spaventoso record del triennio '57-'60, con solo due minuti a separare la lancetta dei minuti dalla mezzanotte, fortunatamente è ora più lontano, ma ancor più lo è il miglior risultato mai registrato, quelle 23.43 indicate dal 1991 al 1995.
Le cose da migliorare, dunque, sono ancora parecchie, e forse è giunto il momento di incominciare a darsi da fare sul serio. Il tempo stringe.