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Privatizzare l'acqua? No, grazie

 
Riceviamo e pubblichiamo un appello rivolto a coloro che vorrebbero 'impossessarsi' del prezioso bene solo per salvaguardare i propri profitti. Di Francesco Lena, dalla community
 

 
   

     
8 gennaio 2010
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di Francesco Lena
   
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Dell'approvvigionamento idrico della città di Genova: il nuovo libro di Giacomo Revelli

La trama: Neptuno Caeiro, un chimico di origine portoghese, addetto alle analisi dell'acqua potabile, assaggia ogni giorno l'acqua dei due principali acquedotti di Genova, De Ferrari-Galliera e Nicolay. È convinto che esistano differenze profonde tra chi beve l'acqua dell'uno o dell'altro acquedotto e che Genova abbia un rapporto tutto particolare con l'acqua, in tutte le sue forme: dal mare alla pioggia, all'acqua potabile, ai problemi che, da sempre, la città ha con la carenza, con l'abbondanza, o l'eccesso di questo elemento. Da anni raccoglie prove scientifiche per verificare questa sua teoria in un saggio, Dell'approvvigionamento idrico della città di Genova, che non riesce a terminare. Quando, per caso, si trova immerso nella risoluzione di alcuni omicidi inspiegabili, avvenuti in punti diversi della città, crede di avere l'occasione giusta per dimostrare le sue idee. Ciò lo porterà a coinvolgersi attivamente nelle indagini e ad aiutare una giornalista che si occupa del caso.

L'autore: Giacomo Revelli è nato a Sanremo nel 1975. Vive a Genova dove lavora come copywriter e redattore per i siti web della Regione Liguria. È autore di racconti pubblicati in diverse antologie tra cui La Stazione, Terre di Mezzo editore 2005; Liguria in giallo e nero, Frilli editori 2006, La Liguria nero su bianco, Il Foglio Letterario, Parlami di Aurelia, Edizioni Diabasis. Il suo romanzo Autofiori ha vinto il concorso Il giallo ligure di EnnePilibri ed è stato pubblicato nel 2006. È tra i collaboratori di mentelocale.it, quotidiano online di cultura e tempo libero in Liguria. Sul suo blog Baroni rampanti racconta il ponente ligure. Collabora alle sceneggiature e alle ricerche di ZemiaFilm, unità di videoproduzione di documentari etno-antropologici.

Salviamo l'acqua dall'assalto delle società multinazionali, dall'infiltrazione delle mafie nella gestione e dalle speculazioni e profitti dei privati. L'acqua è un bene indispensabile per la vita, bene prezioso pubblico e un diritto umano. L'acqua viene chiamata anche oro blu per il suo valore economico, che diventerà sempre più prezioso non solo per il suo prezzo, ma per la vita dell'intera umanità. Se l'acqua dovesse mai essere privatizzata ci rimetteranno tutti i cittadini, in particolare i meno abbienti, i più deboli, come sta già avvenendo in alcune parti del nostro paese, dove è in mano ai privati, alle multinazionali e all'infiltrazione delle mafie.

Ma se tutti sanno che l'acqua è così preziosa e indispensabile per ogni essere vivente, mi chiedo perché non tenersela pubblica. Questa meravigliosa risorsa bisogna gestirla con grande intelligenza, con programmi mirati, eliminando le dispersioni, gli sprechi, consolidando una rete idrica di distribuzione su tutto il territorio nazionale, che sia moderna, efficace ed efficiente, affidando la gestione a gente preparata, seria, competente, onesta, responsabile, all'interno di strutture ed enti pubblici. Guardiamo la Francia, che ha sperimentato la privatizzazione dell'acqua: ora ha deciso di ritornare alla gestione pubblica per toglierla dalla speculazione dei privati. Hanno constatato che i privati guardavano principalmente il loro profitto, a scapito della qualità e del costo più alto per i cittadini.

A livello mondiale ci sarebbe un grande bisogno di maggiore attenzione e di maggiori aiuti, nazionali ed internazionali, da parte dei paesi ricchi, per fare arrivare acqua potabile in tutti quei paesi e zone del mondo che muoiono di sete, o per scarsità di acqua, o per acqua inquinata non potabile. Diamoci tutti una smossa, prendiamoci a cuore il problema, con più coscienza, con più responsabilità, con più protagonismo, per fare in modo che l'acqua, questo bene prezioso, rimanga pubblico. Che sia gestito con scienza e coscienza, per fare in modo che nel nostro paese l'acqua sia accessibile a tutti i cittadini, con particolare attenzione ai più deboli, e che sia mantenuta di alta qualità.

Nel mondo sia veramente fatto tutto il possibile per fare arrivare l'acqua in quei paesi dove scarseggia o manca e in ogni angolo della terra dove ci sia bisogno e ci siano vite da salvare.
Se tutti insieme - dalle istituzioni internazionali, nazionali, locali, associazioni, movimenti, comitati, cittadini - faremo la nostra parte, sicuramente avremo fatto una cosa buona e contribuito a costruire una società migliore, una società dove la vita sia messa al primo posto nella scala dei valori. Dove le risorse della terra siano gestite e distribuite equamente, con l'obiettivo da raggiungere una società piena di valori veri e di diritti uguali per tutti i cittadini, una società dove tutti siano messi nelle condizioni di poter vivere dignitosamente.

Io dico con forza no alla privatizzazione dell'acqua, bene comune che nasce libero e come tale deve restare e a nessuno dovrebbe essere permesso di usarla per fini speculativi. Quel meraviglioso bene per la vita, che è l'acqua, sia finalmente a disposizione e accessibile a tutti i cittadini del mondo.

 
 
 
 
 
 
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