C'era una volta un bambino di dieci anni di nome Michele.
Questo bimbo vive da solo in una casetta nel bosco. Non si sa come e perché, ma i suoi genitori non si sono mai visti. Michele, pur non avendo i genitori, è un bambino sereno. Durante il giorno fa molti lavori. In autunno e inverno spacca legna, raccoglie pigne, foglie secche, radici, cerca funghi e castagne; mentre in primavera ed estate semina, coltiva qualche pianta e raccoglie tutti i frutti che il bosco gli offre. Inoltre prepara molte conserve per l'inverno e con i pomodori freschi cucina una buonissima salsa passata. Michele come amici ha tutti gli animali del bosco, ogni bestiola gli vuole bene dal gufo al passerotto, dal topino al daino, dal cinghiale al leprotto. La sua migliore amica è la Signora Chiocciolina, una marmotta cicciottella che in inverno, quando deve andare in letargo, invece di rifugiarsi in una tana va a casa di Michele, in una comoda e calda cuccetta.
È inverno e la neve quest'anno è arrivata in anticipo, così sul terreno si è formato un alto strato si ghiaccio. Michele è preoccupato, perché il Secondo Giorno della Marmotta, il 21 settembre, cioè il giorno di fine estate, quando le marmotte vanno in letargo, Chiocciolina non si è fatta vedere e ora non è a casa al sicuro e al riparo; per lei potrebbe essere molto pericoloso. Quando inizia a fare freddo, dalla
montagna scendono molti lupi in cerca di prede per sfamarsi. Il bimbo cerca e cerca chiama e chiama, ma Chiocciolina non si fa né vedere né sentire e intanto il Natale sta per arrivare. Il povero piccino è molto triste. Finché un pomeriggio, mentre spacca legna per il fuoco, Michele vede nel cielo una stellina pallida pallida, quasi trasparente, che piano piano si avvicina a lui e magicamente si trasforma in una fatina tutta dorata. La fatina dice: «Ciao, ti ho visto da lontano, dall'alto del cielo, cosa fai qui da solo?».
Il bimbo risponde: «Io sono sempre da solo, abito qui con tutte le bestiole del bosco e con loro sto bene, purtroppo però non ho più notizie della Signora Chiocciolina, la mia migliore amica, una marmotta veramente speciale e per questo sono realmente triste».
«Quest'anno passerò il Natale ancora più solo senza Chiocciolina e non potrò nemmeno gioire dello scambio dei regali, non avrò neppure il solo dono che lei mi fa» prosegue il piccolo. «Non ti preoccupare!», risponde la fatina dorata, «Ora ti dico cosa devi fare».
«Addobba l'albero più grande che c'è nel bosco, metti tante pigne colorate, luci, fiocchi e campanelli in modo che dall'alto si possa vedere bene; passando con la sua slitta Babbo Natale non potrà fare a meno di notare il tuo albero luminoso e ti lascerà sicuramente un regalo come premio poiché sei un bravo bambino».
«Mi raccomando, fa in modo che l'albero sia ricco di fischietti, così lo Spirito degli Alberi della Foresta, che vive nel folto dei boschi, richiamerà l'attenzione di Babbo Natale!». Michele, incuriosito, già dal mattino seguente si mette all'opera, raccoglie tantissime pigne e ognuna la colora di una gradazione diversa, poi con degli stracci vecchi che possiede in casa, taglia dei bellissimi fiocchi, con la buccia delle arance essiccate, spruzzate di zucchero, inventa delle luci speciali che brillano di notte con la Luna. Infine costruisce dei campanelli con i gusci delle noci, delle nocciole, mandorle e ghiande; Michele non dimentica ciò che la fatina dorata gli ha detto di fare, e realizza molti fischietti da appendere all'albero, in modo che il suono nell'aria svegli lo Spirito degli Alberi della Foresta!
Anche gli animali del bosco aiutano il bimbo nel suo lavoro, ognuno fa qualcosa, chi taglia, chi colora, chi costruisce. Finalmente tutto è pronto! Dopo tanti giorni di fatica e impegno, l'albero più grande del bosco è totalmente ricoperto di decorazioni natalizie e appare nella sua totale bellezza, inoltre nella notte è scesa dal cielo un po' di neve e l'albero è ancora più bello. È mezzanotte e Babbo Natale sta per volare proprio sopra la casetta di Michele, l'albero è bellissimo, luccica come un faro, il vento fa fischiare i tanti campanelli appesi e un fresco profumo di arancia caramellata si spande nell'aria.
Lo Spirito degli Alberi della Foresta si è svegliato, Babbo Natale rimane catturato da quello spettacolo, una meravigliosa sinfonia lo avvolge, e immediatamente frena la slitta, scende e lascia un bel regalo.
«Dopo tale fatica, si merita proprio una bella sorpresa questo bravo bimbo!», dice Babbo Natale. La mattina seguente Michele non vede l'ora di svegliarsi per andare a vedere cosa c'è sotto l'albero. Anche gli animali del bosco sono in fermento, corrono da una parte all'altra della foresta ed emettono gemiti d'impazienza. Michele si alza, si veste velocemente, si copre a mala pena e senza nemmeno fare colazione corre sotto l'Albero di Natale. Il bimbo cerca, ma non c'è nessun pacchetto ad aspettarlo.
Guarda sotto la neve, sotto gli aghi di abete, dietro l'albero, verifica che il regalo non sia rimasto impigliato in qualche ramo ma niente, non c'è nessun dono, nessuna sorpresa. Forse la fatina dorata l'ha preso in giro o forse il suo albero non è piaciuto a Babbo Natale, pensa triste. Quando ormai sta per rientrare a casa, morto di freddo, Michele sente muovere da sotto la neve e scorge un musino sbucare da terra, due occhi, poi quattro, poi sei!
Allora si aiuta con un attrezzo spala la neve e trova infreddolita la Signora Chiocciolina con tre cuccioli, piccoli batuffoli morbidi morbidi. «Scusa se ti ho fatto preoccupare, ma il giorno stesso in cui stavo venendo da te, ho dato alla luce i miei piccoli e non ho potuto più allontanarmi. La neve non ci ha permesso di dislocare», dice Chiocciolina. Che bello! Michele ha ricevuto da Babbo Natale un dolcissimo regalo: non solo ha ritrovato la sua più cara amica, la Signora Chiocciolina, ma ha anche scoperto tre nuovi amici, tre piccole marmotte in cerca di affetto e cura. Quel Natale fu davvero indimenticabile ma, cosa più importante, da quel giorno Michele ebbe nuovi amici.