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Spettacoli
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I voti a 'Il mio amico Eric', 'A Christmas Carol', 'A serious man' |
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| Anche questa settimana ti proponiamo il nostro pagellino con i giudizi ai film in programmazione. E con le feste, le novitą aumentano. Di Giorgio Viaro |
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una scena di 'A serious man'
A Serious Man
DRAMMATICO, 105'
   
La storia di Giobbe, i paradossi culturali ebraici, la (ridicola) predisposizione all'ingiustizia inscritta nella Natura delle cose. L'uomo serio dei Coen, a differenza di quello della Bibbia, non riceve alcun premio per la sua rettitudine: il racconto non si chiude, si interrompe. E si interrompe su una nefasta diagnosi medica, mentre un uragano si profila all'orizzonte. I fratelli del Minnesota portano a compimento la loro trilogia nichilista - iniziata con Non è un paese per vecchi e proseguita con Burn after reading - unendo i toni da commedia grottesca del secondo, con il gelido pessimismo del primo. Divertentissimo e sconcertante.
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A Christmas Carol
FANTASY, 96'
   
Il Canto di Natale di Dickens ha una struttura semplice e folgorante, oltre ai toni lugubri che ne fanno un perfetto racconto da sussurrarsi attorno al caminetto. E infatti le riduzioni cinematografiche, filologiche (dalla prima, addirittura del 1908, al Canto di Natale di Topolino) e non (S.O.S. Fantasmi, Festa in casa Muppet, La rivolta delle ex) non si contano. Questa nuova versione firmata da Robert Zemeckis ha una doppia finalità: porta avanti il lavoro del regista sull'animazione in motion capture (i personaggi animati sono ottenuti partendo dalla recitazione di un attore in carne e ossa in un ambiente virtuale) e abbina i vistuosismi permessi dal 3D a un classico di Natale. Il risultato è avvincente, con una predilezione per il macabro: i bambini escono spaventati ma soddisfatti. Per le feste è il film perfetto: peccato che a Natale i cine-panettoni l'avranno già soppiantato da un pezzo.
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Il mio amico Eric
COMMEDIA, 116'
   
Quando la militanza ideologica di Ken Loach si scoglie in un abbraccio umanista (e succede spesso), i risultati sono sempre d'eccellenza. Non fa eccezione Il mio amico Eric, storia di un postino in grave crisi depressiva che si rimette in piedi attraverso l'amicizia. Quella immaginaria del suo idolo sportivo Eric Cantona, e quella assai più concreta degli amici del pub (e della curva del Manchester). Considerato che il calcio è sempre dipinto - e pure a ragione - come coacervo delle peggiori inclinazioni sociali, un film così ci voleva proprio: ricorda, che meglio non si potrebbe, il potere guaritore delle passioni e la natura lirica dello sport.
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Moon
FANTASCIENZA, 95'
   
Ormai siamo talmente abituati alla fantascienza smargiassa e fracassona (Star Trek, Terminator Salvation, Transformers) che Moon sembra un miracolo. L'esordio registico del figlio di David Bowie (buon sangue...) recupera le potenzialità filosofiche del genere e copre tutto con un velo di malinconia: per toni e temi, è quasi un incrocio tra 2001 Odissea nello spazio e Blade Runner. Il resto lo fa Sam Rockwell (Confessioni di una mente pericolosa, Soffocare), che della sua generazione è il migliore su piazza. Non fatevelo scappare.
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L'uomo nero
COMMEDIA, 115'
   
Rubini torna ancora alla sua Puglia e in particolare agli anni '60, per raccontare la storia di un capostazione di provincia con velleità d'artista, e per questo sistematicamente frustrato. L'uomo nero del titolo fa riferimento a sogni e fantasmi del figlio unico dell'uomo, cresciuto all'ombra di un padre brusco e distratto. Tra vicoli assolati e memorie d'infanzia che ricordano Baarìa, e una colonna sonora praticamente clonata da Nicola Piovani sul suo stesso repertorio (La vita è bella), le due ore filano lisce e innocue.
LA PROGRAMMAZIONE |
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| L'occasione della settimana |
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