Diventare famosi come Re dello Spam non è esattamente l'apice della fama. Ma è quello che è successo a Sanford (ribattezzato Spamford) Wallace, un uomo che dedica la sua vita ad aggirare i filtri delle caselle di posta elettronica per intasarle di spazzatura informatica.
Basti sapere che, durante l'esplosione della rete, negli anni '90, Spamford Wallace inviava in media 30 milioni di mail al giorno per far sapere al mondo intero come beneficiare di un pene molto più lungo o smetterla di accontentarsi di 4 orgasmi a rapporto.
Ebbene, è di oggi la notizia che Spamford incorrerà in un vero e proprio tracollo finanziario. Contro di lui si è infatti messo niente meno che il social network più potente del mondo: Facebook. I cui legali hanno scatenato un'offensiva giudiziaria che ha portato alla seguente condanna: Wallace dovrà versare nelle casse (per altro già pingui) di Facebook la bellezza di 711,2 (con tanto di misteriosissimo 0,2) milioni di dollari.
L'accusa ha infatti dimostrato che Spamford, nonostante una precedente ordinanza, ha continuato a diffondere sul sito di Mark Zuckerberg link fraudolenti, che facevano da ponte per operazioni di fishing: veri e propri furti di password e altre credenziali informatiche.
Da notare che Wallace, che non ha opposto alcuna recriminazione dopo la sentenza, ora rischia pure il carcere. Della bancarotta invece non deve preoccuparsi: la sua società, chiamata CyberPromotions, l'aveva già dichiarata qualche mese fa.