Proprio vero: niente è più come una volta.
All'esame di maturità i commissari sono interni, la Coppa Uefa è diventata l'Europa League e le multisale stanno sostituendo i vecchi cinema del centro.
Ma se c'è una cosa, una su tutte, che non è proprio più come una volta, quella è il Grande Fratello.
Ve lo dico perché stasera, su Canale 5, parte l'edizione numero 10, e l'anniversario mi sembra propizio per un piccolo bilancio.
Innanzitutto, la scelta dei concorrenti (concorrenti di cosa poi? È una gara? Una gara di che?).
Il primo anno erano 10. Cioè pochi. E sembravano persone normali, tanto che l'unico tipo eccentrico (Pietro Taricone!) risaltava come una macchia d'olio sulla cravatta. Inoltre quelli che entravano il primo giorno erano, con rare eccezioni, gli stessi che uscivano alla spicciolata nelle settimane seguenti.
Oggi. Oggi al Grande Fratello si parte in 20, dopodiché c'è più gente che entra ed esce che sulla metropolitana (quest'anno saranno in 40). I concorrenti sembrano per la maggior parte aspiranti tronisti e veline, e il tasso culturale è talmente basso che il lavoro della Gialappa's Band è diventato impossibile: Mai dire Grande Fratello e il Grande Fratello sono identici, tranne che nel primo non si dorme.
Il primo anno la Casa del Grande Fratello era, appunto, una casa. Con molti specchi, alcune stanze da letto, un bagno, un giardino e il famigerato confessionale, in cui i concorrenti entravano per avere il supporto psicologico di uno specialista.
Oggi la casa del Grande Fratello è un parco giochi. In questi ultimi anni si sono viste la piscina, il campo da volley, la terrazza panoramica, la palestra, la vasca idromassaggio, la stalla (la stalla?), una cucina che sembra un'astronave, la sala da ballo, la discoteca. E il confessionale si è trasformato in Camera Café.
Naturalmente la carta vincente, quella che incolla i telespettatori allo schermo come mosche alla marmellata, è rimasta la stessa. Al Grande Fratello si fomenta l'odio.
Ebbene sì: la trasmissione che ha dato origine ad alcune delle più amate squisitezze mediatiche di questi anni (La Talpa, La Fattoria, L'Isola dei Famosi, Music Farm, Campioni, La pupa e il secchione, e molti altri) è la versione umana della lotta tra galli. Si mettono molte persone, per molto tempo, in un luogo isolato. Si creano delle condizioni ostili e limitanti in modo da far salire lo stress. E quando i protagonisti sono cotti a puntino si fa esplodere lo scontro.
Ma l'apice si raggiunge quando un concorrente esce dalla casa. Allora viene fatto accomodare su uno sgabello e gli viene mostrato un montaggio di tutte le insolenze pronunciate alle sue spalle dentro la casa. Dopodiché perfetti sconosciuti e celebrità da rotocalco iniziano a lanciarsi frecciatine o veri e propri insulti, fino a che qualcuno non abbandona lo studio. A quel punto il conduttore assume un'espressione grave e chiede a tutti di recuperare toni più civili. Ha, ha.
Il Grande Fratello si è insomma trasformato negli anni da interessante esperimento antropologico in fiera della vanità, favorendo la frana dei palinsesti e del buon gusto. Funziona perché solletica la curiosità nella sua forma più elementare: sbirciare dal buco della serratura. Inoltre eleva ad argomento di discussione un argomento davvero alla portata di tutti (la vita degli altri), conferendo autorità d'opinione a chiunque.
E qui finiscono i punti di interesse, perché le ultime squadre di concorrenti rendono impossibile l'immedesimazione e il conseguente Sogno della Celebrità per Tutti.
Ah, quasi dimenticavo.
C'è sempre di mezzo il Concorrente X, noto anche come Il Diverso, di cui un paese fondamentalmente conservatore come il nostro non può fisiologicamente fare a meno quando si parla di curiosità popolare. Dopo il Gay, il Nero, il Cieco, l'Extracomunitario, le Gemelle e la Donna-che-ha-cambiato-sesso, quest'anno tocca al Vergine e all'Uomo-che-ha-cambiato-sesso.
Pare quasi di sentirli, gli imbonitori urlanti: Venghino venghino siori e siore...