Tenerife è un'isola particolare: è la più grande delle 7 isole che compongono l'Arcipelago delle Canarie e ha un papà grandioso: il vulcano El Teide, che con l'altezza di 3718 metri domina tutta l'isola.
El Teide, il terzo vulcano più alto dell'Africa, divide fisicamente l'isola in due parti: la parte nord, dove si fermano le nuvole trasportate dagli alisei provenienti dalle Azzorre che rendono quella zona verde con un clima primaverile; la parte sud, le nuvole non arrivano a scaricare la pioggia dove per la barriera formata dal massiccio del vulcano, e il territorio è arido e clima più estivo. Questa situazione ha fatto di Tenerife - e delle Canarie in generale - un luogo privilegiato di turismo annuale. La temperatura media è di circa 24 gradi.
Non si può andare su questa isola senza visitare il vulcano e il suo Parco Nazionale, dichiarato nel 2007 patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Io e Anna ci siamo andati durante la breve vacanza e accompagnati da Mauro, una guida del luogo che parlava italiano, abbiamo fatto diverse scoperte.
Nella varietà del paesaggio c'è una costante: i bananeti e le serre dove si coltivano i pomodori. L'isola di Tenerife è una grande esportatrice di banane e con la canalizzazione delle acque raccolte nel cuore della montagna e il clima particolare si riesce ad avere una produzione continua. Per i pomodori, la produzione inizia nei primi giorni di ottobre; finita quella stagionale in Europa, qui si è pronti ad esportare pomodori in tutto il continente.
Prima di salire verso il Parco del Teide abbiamo visitato 2 località: Garachico e Puerto de la Cruz. Garachico è una piccola cittadina della costa nord dove si respira un po' di storia antica. Sede del porto principale dell'isola, fondato dal genovese Cristoforo de Ponte nel 1496, dopo una eruzione nel 1706 il porto fu sepolto. Tuttavia custodisce i resti di un brillante passato e vi si possono ammirare palazzetti, conventi e chiese della migliore architettura dell’epoca.
Prima di arrivare a Puerto de la Cruz per poi salire al Parco, incontriamo il Drago dell'isola: la Dracena millenaria. Una pianta incredibile, che simile ad una palma sviluppa una ramificazione imponente.
Puerto de la Cruz è stata per anni capitale del turismo - prima che venisse costruita dal nulla Playa de Las Americas. Noi che provenivamo proprio da lì abbiamo trovato questo posto più tranquillo e godibile: numerosissime piscine di acqua di mare (l'acqua è molto preziosa sull'isola) formano un lago, il Lago Martiánez, che è un'attrattiva turistica insieme al suo Carnevale, ai ristoranti e divertimenti.
Tutta l'area del Parco Nazionale del Teide è uno straordinario monumento geologico, nel quale crateri, colate di lava, distese di pietra pomice, rocce contenenti ossidiana, formano numerosi giochi di luce e colori insieme a moltissime varietà di sculture naturali.
Con un po' di fantasia abbiamo visto nelle rocce: la scarpa della Regina, il cammello con il beduino, la pietra con la cintura ecc.
Il nome Teide deriva dalla parola Echeyde (inferno) e secondo l'antica popolazione Guanci lì viveva Guayota, il demonio del male. Possiamo immaginare, in quell'epoca remota, cosa potesse essere il paesaggio del vulcano con eruzioni e colate di lava continue.
Salendo con il pullman verso il vulcano ci accorgiamo di come cambia il paesaggio e dopo avere attraversato boschi di felci e castagni ecco gli incredibili pini: sono i pini canario. Questa specie endemica delle isole Canarie, grazie alla corteccia laminata e spessa fino a 8 cm, è in grado di resistere agli incendi boschivi tornando a riprodursi anche dopo avere perso tutte le foglie e rami. Il legno di questi alberi, chiamato tea, è poi incorruttibile, eterno, non marcisce mai; per questo si presta a numerosi impieghi come grondaie, balconi, serramenti, scale, pavimenti, tetti, travi. Queste qualità lo hanno reso pregiato e ricercato mettendo però a rischio la sua riproduzione. Ora un programma di controllo cerca di preservare questa specie di albero.
Nella nostra visita a Tenerife dispiace di non essere andati all'isola di La Gomera, altro bene universale dell'Unesco, ma il tempo non ce l'ha permesso. L'isola La Gomera si trova di fronte a Playa de las America e per chi è interessato alla natura, con diversi insediamenti dedicati alla botanica o alla conservazione faunistica, è un posto senz'altro da visitare; ricordo che Cristoforo Colombo prima di attraversare l'oceano Atlantico alla scoperta delle Americhe, si fermò proprio lì. Sarà per un'altra volta, perché io e Anna sentiamo di ritornare nuovamente su quest'isola.