«Cosa va?». «A Tenerife»: così rispondo al vicino di posto in aereo.
«Io Lanzarote. Ho fatto tutto io, le isole maggiori della Canarie. Tenerife è caotica, io cerco la tranquillità»: replica sempre il mio vicino.
«Stai quanto?» continua. «Una settimana» dichiaro.
«Io, – e mi mostra tre dita - io tre, tre settimane, tanto non ho mica niente da fare io, e poi la moglie sta senza cucinare e si riposa anche lei…».
Mi trovo tra una colonia di padani pensionati in vacanza. Il viaggio per Tenerife, come per Lanzarote e altre isole Canarie, è organizzato da un tour operator che effettua voli da Verona, Bologna, Fiumicino e Orio al Serio. La partenza del mio viaggio, con Anna, è stata da Orio al Serio ed è perciò regolare trovarmi tra padani. Tra questi c’è anche un gruppo di donne ultrasettantenni che, esperte in questo tipo di viaggi, si stanno consultando sul da fare. Sono 4 moschettiere e solo una sembra alla prima esperienza, ma la Portos del gruppo la sta redarguendo: «Stai attenta e zitta. Seguimi. Ora ti spiego bene tutto».
Anche queste donne rimarranno a Tenerife tre settimane e con una formula all inclusive, ed un prezzo due per uno di 1099 Eu, pari a 550 Eu a testa a settimana, avranno compreso il volo, anche le bevande supplementari. Per le sciure bergamasche un bel modo per spendere i risparmi della pensione.
Il viaggio è effettuato con un volo charter e quindi non c'è da aspettarsi molto per gli snacks, così vengono serviti una barrettina di cioccolato, un panino asciutto, una marmellatina, un burrino e strano ma vero dei biscottini di una ditta genovese di Sant'Olcese: l'unica cosa masticabile. Ci sarà poi un passaggio per un caffè o bicchiere d’acqua. La compagnia aerea è la Trawel Fly un gruppo inglese, per cui il caffè è una vera schifezza. Poi se si vuole qualcosa di diverso c’è il carrello bar e tutto si paga: io acquisterò per 4 Eu un panino al jamon y queso: uno snack da dimenticare e non digerire.
L’impatto con Tenerife, precisamente con Playa de las Americas, luogo della nostra destinazione, è quello di trovarsi in una Las Vegas sul mare, infatti il panorama è contraddistinto da numerose costruzioni negli stili più diversi, in mezzo ad una natura arida e desertica. Verrò a sapere che solo da poco tempo è intervenuta una autorità amministrativa pubblica a coordinare le costruzioni, ma ormai è tardi: lo scempio edilizio è compiuto.
Playa de las Americas è sorta in circa tre decenni dal nulla e nel nulla, diventando un grande centro turistico residenziale capace di ospitare 100 mila persone: una sorta di costa romagnola all’ennesima potenza. Dopo la prima notte comprendo perchè il mio vicino di posto sull'aereo si è fermato a Lanzarote: la notte a Playa de las Americas è un vero frastuono. In quasi tutti i locali fanno musica dal vivo e i cantanti più vari si cimentano a chi grida più forte con le casse acustiche al massimo volume. Tutto va avanti fino alle 5.30 / 6 del mattino.
L'albergo dove io e Anna alloggiamo è in pieno centro: vicino, per non dire sotto, c'è una discoteca e molti locali notturni; è stata solo la stanchezza di fine della giornata a farci dormire.
Ma Tenerife non è solo questo; Tenerife è un’isola che vale un continente: qui vi sono numerosissimi microclimi, una varietà di flora incredibile e, per turismo, vi si parlano moltissime lingue. Il vulcano che ha dato origine a questa isola è il Teide, alto più di 3700 metri è considerato la montagna più alta della Spagna – qui siamo in patria spagnola, anche se in terra africana, davanti al Marocco.
Ma vi parlerò della mia scoperta di Tenerife la prossima volta.
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