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Società & Tendenze

Siamo donne o manichini?

 
Un'episodio di vita e un frammento di trasmissioni Tv confermano lo stereotipo della donna bella in costume. Ma agli adolescenti chi glielo insegna che c'è di più? Dalla Community
 
   

     
5 ottobre 2009
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di Simona Sciancalepore
   
donne manichini
Lisa ha conosciuto uno. Per la verità l'ha conosciuto almeno un anno fa, ma lei si vanta di essere una tipa romantica, da corteggiare alla vecchia maniera: sguardi, fiori, parole buttate al vento. Col risultato che non si sono mai parlati. E che per un anno non c'è stata nessuna occasione per rivedersi. Fino alla settimana scorsa. Quando l'ha rincontrato e stufa marcia di uscire solo con l'unico maschio che tollera da cinque anni di singletudine (il suo amico gay), ha osato sorridergli e chiedere il suo numero di telefono ad un amico in comune, con l'intento di mandargli un messaggio per chiedergli di uscire per una birra. Peccato però che passata una settimana quell'SMS non sia ancora stato inviato, ma sia stato solo sviscerato, analizzato, applaudito almeno un milione di volte in queste serate settembrine anche dall'amico gay!

Ok Lisa esce da una situazione sentimentalmente disastrosa, ok non c'è in giro niente per cui valga davvero la pena farsi una ceretta decente e duratura, ma perché privarsi anche di quei momenti precedenti ad una relazione? Quelli in cui fantastichi di tenerlo per mano mentre senti i gridolini d'invidia delle tue amiche?
Bene non capivo perché le mancasse il coraggio... fino a ieri sera quando mi ha scritto: «mi sa che non glielo mando l'SMS chissà, ma cosa pensavo? Magari lui pensa che sono una carciofa anzi sicuro...».

Ecco il punto, è tutta una questione estetica, e posso garantirlo, Lisa è più un asparago che una carciofa, insomma non è certo un cesso, ma anche se lo fosse, da quando i cessi non hanno più diritto ad avere una storia d'amore?
E la risposta è arrivata come un ceffone in piena faccia, sapete di quelli che gli uomini sanno tirare tanto bene (in altri frangenti la loro mira fa cilecca, ma quando si tratta di una sberla...). Ed è arrivata dritto dritto dalla Tv: eletta ormai a surrogato dei libri, della famiglia, della scuola, la Tv, cioè il primo materiale didattico che ci vediamo messo davanti.

Mi è bastato guardare cinque minuti di una puntata di Uomini e Donne per capire.

Il tronista è Marco. Non sto a dirvi come ci si è arrivati, ma una delle corteggiatrici sta facendo la passerella davanti a lui in costume da bagno e la De Filippi dice: «quindi Marco adesso che l'hai vista in costume?», e lui: «non va bene, non mi garba». Ho spento la Tv e mi sono sentita umiliata, affranta e disgustata. Non era Miss Italia, dove una cosa così può avere un senso, era un programma in fascia pomeridiana che guardano anche gli adolescenti che non ci troveranno più niente di strano o bizzarro nel giudicare una donna da come porta il costume da bagno. Che non capiranno più la differenza tra una donna ed un oggetto: me lo sono chiesto anch'io che ho superato l'adolescenza da un pezzo, qual è la differenza? La De Filippi può spiegarmelo? Perché io non lo so più e a conti fatti, se il messaggio che passiamo è questo, Lisa ha tutte le ragioni di sentirsi una carciofa.

Quello che però mi lascia atterrita è che nessuno, nemmeno nella puntata scialbetta di ieri de L'infedele di Gad Lerner Basta gossip su Berlusconi e le donne, ha saputo rispondere alla domanda del conduttore: «perché le donne non scendono in piazza???».
 
 
 
 
 
 
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