Baarìa
DRAMMATICO, 150'




Gli elementi tipici del cinema di Tornatore, come la citazione cinefila o l'aneddoto usato per raccontare la provincia, ci sono tutti. E sono ammantanti di una palpabile trepidazione dello sguardo (la storia è autobiografica). Quel che lascia perplessi è la mancanza di senso della misura o, meglio, di una ricerca della stessa. Come se Tornatore, alle prese con un materiale tanto caro e tanto vivido, e potendo disporre di finanziamenti enormi, non avesse trovato modo (o voglia) di fare setaccio di tutto il materiale a disposizione, riempiendo i 150 minuti di pellicola a un punto tale che lo spettatore si sente quasi spinto fuori dal film.
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District 9
FANTASCIENZA, 112'




Gli alieni siamo noi. L'idea di base è quella degli zombie-movies di George Romero (La notta dei morti viventi e sequel): la diversità che spaventa, e per questo viene emarginata e sfruttata, incarnata in un figura simbolica (il mostro, l'extraterrestre). Ma esaurito lo spunto politico, il film si risolve presto in un action con robot e astronavi che assomiglia troppo a un Transformers qualsiasi. E quasi altrettanto annoia. La differenza, ma non è una novità nemmeno questa, è nell'uso del digitale, sfruttato non per creare un'immagine pulita, iperreale, ma per riprodure ad arte un'estetica sporca, da docu-fiction. In cui capanne e navette spaziali sembrano altrettanto tangibili.
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PELHAM 1-2-3: Ostaggi in metropolitana
THRILLER, 106'




Tony Scott è il regista più tamarro del mondo, e già si sapeva. Se deve riprendere due che parlano per strada, gli fa girare attorno l'obiettivo finchè non vi viene la nausea. Se deve inquadrare un auto che corre, combina due zoom e un ralenty, tanto per fare. Però sceglie sempre storie divertenti e conta su attori strepitosi. Qui, a scannarsi, sono l'integerrimo (non del tutto...) Denzel Washington, e il killer isterico John Travolta. Dialoghi brillanti, azione senza esagerare, e naturalmente una storia che non sta in piedi. Con un sottotesto politico (occhio agli squali di Wall Street, sono peggio di quel che credete) talmente innocuo da far sembrare il film una mosca bianca tra le mille cine-prediche che girano.
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Tris di donne e abiti nuziali
COMMEDIA, 99'




Tragi-commedia napoletana di lunghissima tradizione (Scarpetta, De Filippo), e che, secondo tradizione, ha un cast impeccabile. Sergio Castellitto, padre di buon cuore ma schiavo delle bische, degno d'amore e d'odio in egual misura, condannato a ferire proprio quelli che ama di più, si conferma il migliore della sua generazione. La storia si srotola prevista ma palpitante verso un pre-finale adeguato e una chiusura posticcia, che è senz'altro la cosa meno riuscita. Comunque promosso.
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