Domenica 6 settembre alla Mostra della Cinema di Venezia è tempo di LeoneGeorge Lucas ha consegnato quello alla Carriera al team Pixar, capeggiato da John Lasseter. Con lui, raggiante nella sua camicia fatta di tutti i loghi dei film d'animazione creati dallo studio, c'erano i registi Brad Bird, Peter Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich.
Marco Muller, direttore del Festival cinematografico, è soddisfatto della propria scelta: "per la prima volta il premio non va ad una persona sola, ma ad un'intero team: la bottega Pixar".
"Nei nostri film non manca mai l'equilibrio tra la storia e i personaggi, che devono essere avvincenti", spiega Lasseter, "per costruire le storie ci mettiamo due o tre anni. A quel punto i personaggi diventano membri della nostra famiglia".
Al Lido è stato proiettato UP di Peter Docter, la nuova fatica Pixar, e la versione in 3D di Toy Story 2. "Nel futuro ci sono altri due sequel: quello di Cars e Toy Story 3". Il pubblico veneziano avrà la fortuna di vedere cinque minuti dell'attesissimo terzo episodio della serie che vede protagonisti un gruppo di giocattoli animati.
Oggi al Lido c'era anche anche Michael Moore. Il regista americano è in concorso con il documentario Capitalism: a love story. Una storia d'amore amara, che spiega le cause della crisi economica mondiale.
"Gli Stati Uniti d'America credono fermamente nella democrazia e nella giustizia. Ma come è possibile dare una definizione di democrazia quando è l'economia a guidare le persone?", si domanda Moore, che continua: "la democrazia non è uno sport da spettatori. La gente ha reso possibili cose che fino a poco tempo fa parevano impossibili: il crollo del Muro di Berlino, l'elezione di Obama. Oggi il 75% degli americani vuole l'assistenza sanitaria gratuita: un tempo non era così".
Moore parla di politica, ma giura: "non ho intenzione di presentarmi alle elezioni. Essere un cittadino vuol dire già essere coinvolto nella politica".
Siamo a Venezia, e parlare della situazione politica italiana è quasi inevitabile. Moore definisce Silvio Berlusconi un "folle leader conservatore"; poi lancia un messaggio all'Europa: "se cercate di comportarvi come noi creerete alla società difficoltà sempre maggiori".